Talha & Jack Co, il duo creativo noto per le esperienze fortemente autoriali Judero e Mashina, ha annunciato ufficialmente Abide, nuovo titolo horror in prima persona attualmente in sviluppo per PC. Si tratta di un progetto dichiaratamente estremo, costruito attorno a una messa in scena in stop motion, con personaggi realizzati a mano, effetti prostetici e una narrazione volutamente disturbante, pensata per esplorare territori scomodi e inquietanti senza compromessi. L’annuncio è stato accompagnato da un primo trailer, che offre uno sguardo sull’atmosfera malsana del gioco e sull’approccio visivo unico scelto dal team.
Contestualmente all’annuncio, Talha & Jack Co ha lanciato una campagna Kickstarter, con l’obiettivo di raccogliere 25.000 sterline e garantire allo sviluppo la libertà creativa necessaria per portare a termine la propria visione. La campagna resterà attiva per 30 giorni, fino al 28 febbraio, e propone diverse ricompense, tra cui copie digitali del gioco, artbook, colonna sonora e persino la possibilità, per i sostenitori più temerari, di essere trasformati in un cadavere all’interno del mondo di gioco. Per il duo londinese si tratta della terza esperienza di crowdfunding, dopo due campagne di successo che hanno accompagnato i loro precedenti lavori.
Un rifugio idilliaco che nasconde l’orrore
Abide è ambientato nello sperduto St. Boniface Retreat, una comunità apparentemente serena che adotta metodi terapeutici poco ortodossi per la riabilitazione dei suoi residenti. Il giocatore viene invitato a esplorare questo luogo seguendo regole precise e routine quotidiane, ma solo infrangendo il coprifuoco e spingendosi oltre i confini consentiti sarà possibile scoprire ciò che realmente si nasconde tra le mura del complesso.
Il gioco affronta tematiche potenzialmente sensibili e disturbanti, un aspetto che il team ha dichiarato di aver gestito con particolare attenzione. Durante la fase di pre-produzione, Talha & Jack Co ha infatti collaborato con terapeuti clinici, con l’obiettivo di trattare determinati contenuti in modo consapevole e coerente con il messaggio dell’opera. L’orrore di Abide non è pensato come mero shock visivo, ma come parte integrante di una riflessione più ampia, che coinvolge i personaggi, le loro storie e le ambiguità morali del contesto in cui vivono.
Giorno e notte, due anime dello stesso incubo
La struttura di Abide è costruita attorno a un ciclo giorno-notte che divide nettamente l’esperienza in due fasi, differenti sia dal punto di vista narrativo sia da quello ludico. Durante il giorno, il giocatore è chiamato a indagare, osservare e costruire relazioni. È possibile scegliere con quali residenti trascorrere il tempo, partecipare a sessioni di terapia di gruppo, svolgere piccoli compiti e apprendere le dinamiche interne della comunità. Questa fase è dominata da una tensione sottile e psicologica, in cui il senso di inquietudine cresce lentamente, alimentato da dialoghi, comportamenti ambigui e dettagli apparentemente insignificanti.
Con l’arrivo della notte, il tono cambia radicalmente. Le minacce diventano fisiche e tangibili, e il gioco spinge il giocatore a esplorare aree proibite, aggirarsi furtivamente negli spazi oscuri del rifugio e sopravvivere a presenze che possono essere reali o frutto della mente. Ombre che si muovono, figure che scompaiono, luci innaturali e sussurri indistinti contribuiscono a creare un’esperienza di terrore costante, in cui ogni scelta può avere conseguenze irreversibili. Le decisioni prese, e le relazioni costruite, influenzano direttamente lo sviluppo della storia, i segreti scoperti e il finale, incentivando la rigiocabilità.
Stop motion, corpi e identità deformate
Uno degli elementi più distintivi di Abide è il suo comparto visivo. Tutti i personaggi sono realizzati a mano utilizzando tecniche di ball-jointed art doll, dipinti con acrilici da modellismo e successivamente animati attraverso stop motion tradizionale. Questi modelli fisici, una volta digitalizzati, vengono portati in scena con animazioni volutamente imperfette, capaci di trasmettere un senso di disagio e di estraneità difficilmente replicabile con tecniche più convenzionali.
Il cast che popola St. Boniface Retreat è composto da criminali, reietti e anime perdute, ognuno con un passato oscuro e motivazioni difficili da decifrare. Costruire un rapporto con questi personaggi significa guadagnarne la fiducia, ma anche esporsi a verità scomode e a rivelazioni che mettono in discussione il ruolo stesso del giocatore all’interno della comunità. Tutti i personaggi sono completamente doppiati, contribuendo a rafforzare l’impatto emotivo e narrativo dell’esperienza.
Secondo Talha Kaya, la scelta del crowdfunding non è solo una necessità produttiva, ma anche una dichiarazione d’intenti. L’orrore, a suo avviso, è sempre più sotto pressione a causa di forme di censura esplicite o indirette, e affidarsi al supporto diretto della community rappresenta l’unico modo per realizzare un progetto come Abide senza compromessi. Jack King-Spooner ha sottolineato come gran parte del lavoro preliminare sia già stato completato, dai modelli alle sceneggiature, evidenziando che il supporto richiesto servirà soprattutto a dare al team il tempo necessario per rifinire e sviluppare al meglio ogni aspetto del gioco.
Con Abide, Talha & Jack Co sembra intenzionata a spingersi ancora oltre i confini del videogioco horror indipendente, proponendo un’esperienza radicale, personale e profondamente disturbante, che punta a lasciare un segno duraturo in chi avrà il coraggio di attraversare le porte del St. Boniface Retreat.








