Tra le produzioni indipendenti in arrivo su Steam si distingue Abigail, avventura narrativa sviluppata da Antonio Andrade, Biagi Calicchia e Isabelle Smith e pubblicata da Games for my Computer. Il progetto propone un racconto intimista sul ritorno a casa, sulla trasformazione dei luoghi e sulle relazioni che il tempo modifica in silenzio.
La storia segue Abigail mentre rientra a Kiln Bay, città costiera artigianale che un tempo desiderava lasciare e che ora fatica a riconoscere. Il gruppo di amici di un tempo – Chase, Dani, Joanna, Gabe e Kate – è rimasto, ma non è più lo stesso. Il gioco si concentra su questo scarto tra ricordo e realtà, invitando a ricostruire legami, confrontarsi con tensioni irrisolte e ridefinire il significato stesso di “casa”.
Una città costruita a mano tra fotogrammetria e stop motion
Uno degli elementi più distintivi di Abigail è l’impianto visivo. Kiln Bay non è modellata secondo canoni digitali tradizionali, ma nasce da materiali fisici come feltro, argilla, collage, cartapesta e vetro. Attraverso un processo che combina fotogrammetria e stop motion, il mondo di gioco assume una consistenza tangibile, fatta di cuciture, imperfezioni e superfici materiche.
Il risultato è un’ambientazione che sembra letteralmente costruita a mano, dove ogni angolo suggerisce un frammento di memoria. L’estetica non è semplice decorazione, ma parte integrante del discorso tematico: il passato prende forma attraverso oggetti, spazi e dettagli che rimandano a un tempo sospeso.
Azulejo tra tradizione e standardizzazione
Al centro della vita di Kiln Bay si trova Azulejo, un gioco di carte privo di numeri e con regole che mutano da quartiere a quartiere. In alcune zone diventa una forma di dialogo affettuoso, altrove assume connotazioni quasi rituali, oppure si trasforma in un passatempo collettivo capace di generare effetti inattesi. Le tessere raccolte durante l’esplorazione non sono semplici strumenti ludici, ma frammenti di memoria: ogni elemento rimanda a un luogo, a una storia ascoltata per caso, a un’amicizia che ha cambiato forma nel tempo.
A incrinare questo equilibrio interviene l’ascesa di Power Azulejo, versione competitiva e commercialmente strutturata del gioco, che sta rapidamente uniformando una tradizione nata come pratica spontanea e locale. Tornei, regole codificate e dinamiche più aggressive stanno ridefinendo il modo in cui Azulejo viene percepito e giocato, generando una frattura tra chi abbraccia il cambiamento e chi teme la perdita di identità culturale.
In questo scontro silenzioso tra memoria condivisa e standardizzazione, Abigail intreccia il percorso personale della protagonista con una riflessione più ampia su cosa significhi tornare in un luogo che non è più lo stesso — e decidere se restare, cambiare o lasciare andare.
Le conversazioni con gli abitanti si strutturano come veri e propri giochi, dove parole e tessere si influenzano reciprocamente, dando forma a relazioni che si evolvono in base alle scelte compiute. Con Abigail, il ritorno a casa diventa un percorso interattivo tra nostalgia, trasformazione e identità, in attesa dell’uscita su PC attraverso Steam.







