Nel panorama dei city builder survival, All Will Fall prova a ritagliarsi uno spazio molto preciso mettendo la fisica al centro dell’intera esperienza. Il gioco di All Parts Connected, pubblicato da tinyBuild, è ora disponibile su PC tramite Steam e immagina un futuro post-apocalittico in cui il pianeta è stato sommerso e le ultime comunità umane sono costrette a edificare le proprie città sopra l’oceano, sviluppandole in verticale su fondamenta fragili e strutture esposte al rischio costante del collasso.
La sua idea di fondo è semplice ma molto forte: lo spazio orizzontale non esiste quasi più, quindi l’unico modo per sopravvivere è costruire verso l’alto. Da qui nasce una formula che intreccia pianificazione urbana, catene produttive, gestione delle risorse e attenzione costante alle leggi della fisica. Ogni edificio, collegamento o infrastruttura deve infatti essere pensato non solo per essere utile, ma anche per reggere il peso dell’intera città, evitando che una scelta sbagliata provochi un effetto domino distruttivo.
Un city builder che trasforma l’equilibrio in una meccanica centrale
L’elemento che distingue maggiormente All Will Fall è proprio il suo approccio tridimensionale alla costruzione. Il gioco chiede di sovrapporre strutture, ottimizzare la produzione e sfruttare ogni spazio possibile, ma lo fa imponendo una logica concreta fatta di forze, pesi e stabilità. Non basta quindi espandersi: bisogna farlo senza far crollare ciò che è stato costruito. Questa attenzione alla fisica reale dà al progetto una tensione particolare, perché ogni crescita porta con sé anche un rischio immediato.
A sostenere questa struttura ci sono otto scenari ufficiali, ciascuno con sfide e condizioni differenti, che portano il giocatore ad adattarsi a contesti molto diversi, dal relitto di una petroliera fino a una piattaforma petrolifera abbandonata, un’isola controllata da cultisti o persino un grattacielo ormai isolato dal mare. La varietà degli ambienti serve così non solo a cambiare il colpo d’occhio, ma anche a offrire configurazioni gestionali e strutturali sempre nuove.
Fazioni, scelte morali e contenuti pensati per durare
Alla costruzione materiale della città si affianca poi una dimensione più politica e sociale. In All Will Fall bisogna infatti governare fazioni differenti, ognuna dotata di esigenze, tratti e aspettative proprie. Mantenere l’equilibrio tra questi gruppi diventa parte integrante della sopravvivenza, ma il gioco lascia anche spazio a decisioni più dure, permettendo di privilegiare alcune componenti della colonia o di adottare una linea più autoritaria per contenere dissenso e instabilità. Non si tratta soltanto di far funzionare un insediamento, ma di stabilire quale tipo di società debba sorgere sopra le rovine del mondo sommerso.
Il lancio include inoltre una campagna per giocatore singolo, la modalità Sandbox, l’integrazione con Steam Workshop e un editor di mappe approfondito, già pensato per favorire scenari creati dalla community. tinyBuild e All Parts Connected parlano di oltre cento ore di gioco e di un supporto post-lancio destinato ad ampliare ulteriormente modding e contenuti. Per uno studio al debutto come All Parts Connected, All Will Fall rappresenta quindi una proposta molto ambiziosa: un city builder che non cerca solo una nuova ambientazione, ma prova a reinventare il rapporto stesso tra costruzione, rischio e sopravvivenza.






