Niente trattori, mietitrebbie o sistemi di irrigazione automatizzati: in Ancient Farm quasi tutto passa ancora dalle mani del contadino. Il simulatore agricolo sviluppato da A2 Softworks e pubblicato da Ultimate Games arriverà il 24 settembre su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, ampliando la disponibilità della versione PC già pubblicata all’inizio dell’anno. Il gioco era stato presentato sulle pagine di Gamezilla prima del debutto su PC, quando erano state anticipate anche le successive edizioni console.
L’ambientazione porta il giocatore in un Egitto ispirato all’epoca dei faraoni, partendo da un piccolo appezzamento da trasformare progressivamente in un’attività agricola molto più estesa. La visuale in prima persona accompagna direttamente aratura, semina, raccolta e cura degli animali, mentre l’assenza di tecnologie moderne obbliga ad affidarsi a strumenti e metodi coerenti con il contesto storico ricostruito dal team polacco.
Dai campi di grano agli allevamenti di buoi
La parte agricola comprende numerose colture, tra cui grano, lino, cotone, canapa, canna da zucchero, papiro, vite e ulivi. Accanto ai campi trovano spazio mucche, pecore, galline e buoi, ampliando la gestione attraverso allevamento e produzione di risorse differenti. Ogni attività contribuisce alla crescita della fattoria, che può essere sviluppata progressivamente attraverso nuove costruzioni, strumenti e possibilità produttive.
Il lavoro quotidiano non si limita però a coltivare e raccogliere. Ancient Farm integra anche raccolta di materiali, costruzione, creazione di oggetti e cucina, mentre il sistema economico introduce prezzi variabili per i prodotti agricoli e stagioni capaci di modificare l’organizzazione dell’attività. Rispetto a un approccio maggiormente imprenditoriale come quello di Farm Manager World, anch’esso pubblicato su console da Ultimate Games, qui il fulcro rimane il lavoro diretto sul terreno e la progressione personale del contadino.
Una fattoria costruita senza scorciatoie moderne
La scelta dell’antico Egitto serve soprattutto a modificare il ritmo abituale del genere. Ogni miglioramento deve inserirsi in un contesto privo delle comodità della meccanizzazione contemporanea, rendendo il passaggio da un piccolo campo a un’attività prospera più legato alla disponibilità di risorse, animali e forza lavoro che all’acquisto di macchinari sempre più potenti. A2 Softworks utilizza così l’ambientazione storica come parte delle regole della simulazione, non soltanto come semplice cornice estetica.
Lo studio polacco, già autore di Gatewalkers e Drill Deal, continua con Ancient Farm il proprio interesse per sistemi gestionali e simulativi. L’arrivo su PlayStation 5 e Xbox Series X|S offre quindi una nuova possibilità di affrontare quella crescita lenta e metodica che costituisce il tratto più riconoscibile del progetto: partire con poca terra e strumenti elementari, imparare a sfruttare ciò che offre il territorio e costruire, stagione dopo stagione, una fattoria abbastanza grande da meritarsi un posto lungo il Nilo.
