La frontiera più remota del sistema solare diventa il teatro di una missione disperata in Aphelion, nuova avventura fantascientifica di DON’T NOD disponibile su PC tramite Steam, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Il titolo è incluso anche in Game Pass, supporta Xbox Play Anywhere e nasce in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, elemento che contribuisce a definire un immaginario più realistico e concreto rispetto alla fantascienza puramente spettacolare.
Il gioco segue Ariane Montclair e Thomas Cross, astronauti dell’ESA inviati sul pianeta Persephone con la missione Hope-01. Nel 2060, con la Terra ormai prossima all’inabitabilità, la scoperta di un nono pianeta ai margini del sistema solare rappresenta una possibile via di sopravvivenza per l’umanità. Il loro compito è esplorare e studiare quel mondo remoto, ma lo schianto della navicella li separa fin dall’inizio, trasformando la missione scientifica in un tentativo di sopravvivenza tra ghiacci, anomalie e una presenza aliena ostile.
Persephone, un pianeta glaciale dove la realtà sembra deformarsi
Aphelion è costruito come un’avventura d’azione in terza persona dal taglio cinematografico, ambientata in un mondo ghiacciato e instabile. Persephone non è soltanto un pianeta da attraversare, ma un ambiente letale e in continua mutazione, segnato da fenomeni misteriosi che alterano la realtà e minacciano la sopravvivenza dei protagonisti. L’esplorazione passa attraverso strumenti come pathfinder, bombola d’ossigeno e rampino, indispensabili per orientarsi, superare crepacci, scalare pareti di ghiaccio e raccogliere indizi sulle cause dell’incidente.
La struttura alterna due prospettive complementari. Ariane, atletica e determinata, affronta le traversate più fisiche, tra salti estremi, arrampicate e fughe in ambienti ostili. Thomas, ferito nello schianto, deve invece affidarsi all’ingegno e all’osservazione, leggendo ciò che lo circonda per resistere e comprendere i segreti del pianeta. Questa doppia impostazione permette al gioco di variare ritmo e tensione, spostandosi tra azione, esplorazione e momenti più riflessivi legati alla ricostruzione degli eventi.
Una missione di salvataggio tra stealth e tensione aliena
La sopravvivenza su Persephone è resa ancora più fragile dalla presenza di una forma di vita ostile, capace di braccare i protagonisti e trasformare l’esplorazione in una minaccia costante. Le sequenze stealth assumono quindi un ruolo centrale: occorre evitare di essere individuati, sfruttare l’ambiente e muoversi con cautela, perché l’avventura non ruota soltanto attorno alla scoperta del pianeta, ma anche alla necessità di restare vivi abbastanza a lungo da portare a termine la missione.
Il legame tra Ariane e Thomas aggiunge una dimensione emotiva al racconto. I due astronauti condividono un passato complesso, rimasto sospeso tra carriera, ambizione e responsabilità, e l’incidente costringe entrambi a misurarsi con ciò che non era mai stato risolto. In questo senso, Aphelion usa la distanza fisica tra i protagonisti come motore narrativo: ritrovarsi non significa soltanto sopravvivere, ma anche recuperare un rapporto che la missione e il tempo avevano incrinato.
Accanto all’edizione digitale, DON’T NOD ha annunciato anche la Pioneer Edition fisica per PlayStation 5, prevista per il 2 luglio. Questa versione includerà i contenuti della Day One Edition e uno sticker esclusivo Hope-01 con lo stemma della missione creato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, lo stesso indossato da Ariane e Thomas sulle tute spaziali. È un dettaglio coerente con l’identità del progetto, che punta a unire spettacolo, realismo scientifico e dramma umano.
Con Aphelion, DON’T NOD torna a lavorare su una narrazione fortemente emotiva, ma la spinge verso un territorio più fisico e minaccioso, fatto di traversate pericolose, ambienti alieni e sopravvivenza sotto pressione. La promessa è quella di un’avventura in cui il viaggio verso l’ignoto coincide con un percorso più intimo: due astronauti dispersi, un pianeta impossibile da comprendere fino in fondo e una missione che potrebbe custodire l’ultima speranza dell’umanità.






