I primi cinquanta giorni di Ashfield Hollow sono giocabili su Steam. La demo dura circa dieci ore con le impostazioni predefinite e consente di conservare i progressi per il gioco completo, atteso su PC nel primo trimestre del 2027. Il progetto è sviluppato e pubblicato da BitQuest Studio, realtà indipendente guidata da un solo sviluppatore.
Dieci anni dopo l’inizio dell’epidemia, il protagonista si risveglia senza memoria all’interno di Camp Ashfield, uno degli ultimi insediamenti rimasti. Da qui prende forma un simulatore di vita post-apocalittico in 2D nel quale la gestione quotidiana del campo convive con combattimenti in tempo reale e spedizioni nelle zone abbandonate. Coltivare, pescare e costruire non sono attività separate dalla sopravvivenza, ma servono a sostenere una comunità ancora esposta agli infetti e alla competizione per le risorse.
Un’apocalisse da calibrare prima di cominciare
La prova lascia ampio margine sulla quantità di pressione esercitata dagli zombie. Oltre alla creazione del personaggio, le opzioni consentono di regolare numero, salute, distanza di rilevamento e velocità di ricomparsa dei nemici. Si può quindi dedicare più tempo alla produzione e allo sviluppo della base oppure rendere ogni uscita molto più impegnativa. Il contenuto resta lo stesso, ma cambia l’equilibrio tra le diverse attività e la frequenza con cui è necessario interrompere il lavoro per difendere il campo.
Fuori dall’insediamento si affrontano singoli infetti, orde e superstiti ostili impegnati a recuperare le medesime provviste. Le missioni di estrazione attraversano foreste, città abbandonate, edifici in rovina e reti fognarie, collegando l’esplorazione alla disponibilità di materiali per la base. Il rapporto tra rifugio e spedizioni ricorda quello proposto da Outpost Simulator, ma la visuale bidimensionale e i sistemi sociali spostano parte dell’attenzione sulla vita all’interno della comunità.
Il campo si regge su molto più delle barricate
Fienili, serre, generatori e postazioni di lavoro permettono di ampliare Camp Ashfield e organizzare la produzione. I raccolti assicurano una fonte regolare di cibo, mentre pesca, raccolta e allevamento aggiungono risorse da consumare o trasformare attraverso l’artigianato. L’accostamento fra ricostruzione e attività quotidiane avvicina il progetto a I Am Future, pur conservando un’impostazione più legata al combattimento e alla presenza costante degli zombie.
Gli abitanti del campo completano questa struttura con rapporti personali, incarichi e storie da approfondire. Conoscerli permette di seguire la crescita della comunità mentre il protagonista cerca informazioni sulla propria identità, evitando che l’insediamento funzioni soltanto come spazio destinato a edifici e potenziamenti. Per ampiezza e trasferimento dei salvataggi, la demo rappresenta quindi l’inizio effettivo della partita più che una sezione separata creata esclusivamente per presentare le meccaniche.
