Au Revoir racconta il suo futuro cyberpunk attraverso cinque finali

Il viaggio di Tristan potrà concludersi in cinque modi diversi e richiederà mediamente tra due e tre ore per una prima partita. Sono i dettagli con cui Invisible Studio e Nuntius Games accompagnano l’avvicinamento della versione console di Au Revoir, fissata al 17 settembre su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Il titolo è già disponibile su PC tramite Steam.

Nel 2071, la megacorporazione Au Revoir Ltd. controlla una tecnologia capace di archiviare la coscienza umana all’interno di cervelli sintetici e trasferirla in nuovi corpi. Tristan lavora come Sentinella per la società e deve recuperare le menti affidate a questi dispositivi, ma le prime anomalie nel proprio cervello artificiale lo spingono a dubitare dei ricordi e della sua stessa identità. L’indagine porta così alla luce una cospirazione che collega il suo passato, l’azienda e una promessa d’immortalità riservata soprattutto a chi può permettersela.

Au Revoir racconta il suo futuro cyberpunk attraverso cinque finali

Ogni indizio può incrinare un ricordo

La struttura segue la tradizione delle avventure punta e clicca attraverso ambienti tridimensionali da esplorare, documenti e oggetti da raccogliere, dialoghi a scelta multipla e rompicapi integrati nello sviluppo della storia. Le indagini richiedono di osservare con attenzione gli scenari, riunire gli indizi e stabilire collegamenti tra informazioni apparentemente separate. La risoluzione degli enigmi non serve quindi soltanto ad aprire il passaggio successivo, ma può modificare il modo in cui Tristan e il giocatore interpretano gli avvenimenti.

Le decisioni morali prese durante il percorso influenzano sia l’avanzamento sia l’esito conclusivo, conducendo verso cinque finali distinti. La durata contenuta rende meno impegnativo tornare sui passaggi decisivi, scegliere risposte differenti e cercare deviazioni o rivelazioni rimaste escluse dalla prima partita. Le diverse conclusioni permettono così di osservare da prospettive differenti memoria, identità, potere aziendale e desiderio d’immortalità, senza ridurre il mistero a una sola lettura.

Au Revoir racconta il suo futuro cyberpunk attraverso cinque finali

Un futuro anni Novanta già premiato

Il mondo neon-noir del 2071 adotta modelli tridimensionali essenziali e geometrie ispirate all’estetica della prima PlayStation. Invisible Studio utilizza questo linguaggio visivo per costruire una fantascienza volutamente rétro, nella quale colori accesi e ambienti poco rassicuranti convivono con interfacce, oggetti e spazi pensati per essere esaminati. Il risultato lega il tema della memoria artificiale anche all’aspetto del gioco: il futuro immaginato da Tristan conserva l’impronta di una tecnologia passata, familiare ma non sempre affidabile.

Nel 2025 Au Revoir ha ottenuto il secondo posto tra i progetti studenteschi ai GWB Game Awards, manifestazione organizzata dal Tencent Institute of Games, ricevendo inoltre il riconoscimento della categoria “Stop and Think”. L’edizione ha premiato anche produzioni come Blue Prince, offrendo al debutto dello studio brasiliano una vetrina internazionale prima dell’approdo su console. Il premio dedicato alle opere capaci di stimolare la riflessione appare coerente con un’indagine che chiede quanto possa valere l’immortalità quando persino i ricordi dipendono dal controllo di un’azienda.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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