Beast of Reincarnation, il Giappone post-apocalittico come scenario ideale

Il viaggio di Beast of Reincarnation non vuole essere comodo, né tantomeno “ordinato”: è una marcia ruvida, fatta di strappi, dislivelli e territori che sembrano respingere chiunque provi ad attraversarli. È anche per questo che il nuovo progetto ambientato nel Giappone post-apocalittico dell’anno 4026 sceglie di puntare su un’immagine del Paese lontana da cartoline e folklore da vetrina, abbracciando invece la sua natura più aspra e irregolare. In un’intervista rilasciata a Famitsu, il game director Kota Furushima ha chiarito le ragioni di questa scelta, legandola direttamente alla volontà di rendere credibile e “faticosa” la rotta dei protagonisti Emma e del suo fedele cane Koo.

Una topografia che racconta la fatica

Secondo Furushima, il Giappone è il luogo perfetto per mettere in scena un percorso che non si sviluppa lungo strade lineari e rassicuranti, ma attraversa spazi imperfetti, a volte stretti e soffocanti, altre volte ampi e ostili, spesso incastonati tra montagne e variazioni di quota continue. È un’impostazione che non serve soltanto a dare identità visiva al mondo di gioco, ma diventa parte integrante del racconto: la geografia, qui, non è sfondo ma pressione costante, un ostacolo che modella ritmo e percezione dell’avventura.

Il direttore del gioco ha anche anticipato che la progressione porterà Emma e Koo dalla campagna fino alla capitale, lungo una traiettoria pensata per evocare idealmente una traversata montuosa simile a quella che, nel mondo reale, separa la regione del Kantō da Kyōto. Un richiamo che suggerisce una dimensione quasi “fisica” del viaggio, dove l’attraversamento conta quanto la destinazione e ogni tratto di strada diventa un pezzo di racconto.

Esplorazione a zone e minacce che non perdonano

Pur presentandosi come un’esperienza prevalentemente lineare, Beast of Reincarnation includerà anche ampie “zone” pensate per offrire spazio all’esplorazione e alla sperimentazione, sia attraverso un movimento più tradizionale, fatto di camminate e arrampicate, sia grazie alle abilità di Emma legate alle piante, che apriranno percorsi e soluzioni alternative. Il risultato, almeno nelle intenzioni, è un equilibrio tra direzione e libertà, con segmenti capaci di dilatarsi e respirare senza snaturare l’impianto narrativo.

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A rendere ancora più severo l’itinerario dei protagonisti non sarà però soltanto il territorio. Nel Giappone devastato del 4026, Emma e Koo dovranno infatti affrontare anche i Golem, robot creati per contenere anime umane: presenze che trasformano ogni spostamento in una minaccia latente e ribadiscono l’idea di un mondo in cui la sopravvivenza non è mai garantita. Superare queste prove sarà l’unico modo per avvicinarsi all’obiettivo finale: sconfiggere la creatura che dà il titolo al gioco, il Beast of Reincarnation.

L’uscita di Beast of Reincarnation è prevista per l’estate 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (Steam), con un’impostazione che promette un’avventura più “terrena” e faticosa, dove il senso del viaggio passa anche dalla durezza del mondo che lo ospita.

Fonti consultate: Automaton West.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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