Il profumo della cucina, in Beastro, non resta confinato tra pentole e ingredienti. Timberline Studio ha pubblicato il suo nuovo gioco su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, proponendo un’avventura che intreccia atmosfera accogliente, gestione agricola, preparazione dei pasti e combattimenti basati sulle carte. Il risultato è una formula ibrida, costruita attorno all’idea che ogni piatto possa diventare molto più di una semplice ricetta.
L’ambientazione è il villaggio di Palo Pori, luogo vivace e pacifico in cui si interpreta Panko, giovane chef di talento chiamato a raccogliere un’eredità inattesa dopo la scomparsa del proprio mentore. Il compito iniziale sembra quasi ordinario: cucinare piatti gustosi e mantenere soddisfatti gli abitanti del paese. Come spesso accade nelle avventure più curiose, però, la semplicità dura poco. Ogni specialità preparata da Panko assume infatti la forma di una carta, utile a potenziare i Caretaker, avventurieri incaricati di proteggere Palo Pori oltre i confini del villaggio.
Una cucina dove ogni piatto diventa una carta
La struttura di Beastro ruota attorno a un equilibrio insolito tra momenti rilassati e una componente strategica più marcata. La preparazione del cibo non è soltanto un’attività decorativa o gestionale, ma diventa il punto di partenza per costruire il mazzo dei Caretaker. Piatti diversi forniscono abilità differenti, modificano le opzioni disponibili negli scontri e permettono di adattare il gruppo alle minacce che attendono fuori dal villaggio.
Questa scelta permette al gioco di fondere la dimensione quotidiana della cucina con una progressione da deckbuilding. Il giocatore deve quindi occuparsi di ciò che accade a Palo Pori, ma anche ragionare sulle conseguenze delle proprie ricette quando gli avventurieri entrano in azione. Il cibo diventa risorsa, potere e strumento tattico, mantenendo un tono leggero ma dando alla preparazione dei pasti un peso concreto nel ciclo di gioco.
Combattimenti da teatrino e un villaggio da far prosperare
Le battaglie di Beastro si svolgono con una presentazione in stile teatrino di marionette, scelta che rafforza il carattere fiabesco e giocoso dell’esperienza. I Caretaker affrontano le minacce usando le carte generate dai piatti cucinati da Panko, in un sistema che promette di valorizzare tanto la pianificazione quanto la sperimentazione. L’apparenza morbida del mondo di gioco nasconde quindi una struttura più articolata, pensata per chi cerca un titolo accogliente ma non privo di sostanza.
Lindsey Rostal, cofondatrice e CEO di Timberline Studio, ha spiegato che il team voleva creare un gioco adatto a chi ama le esperienze rilassate, ma desidera anche un po’ più di mordente rispetto alla formula abituale del genere. Questa intenzione si riflette nella combinazione tra cucina, gestione del villaggio, costruzione del mazzo e avventura. Beastro non cerca la pressione costante, ma nemmeno si accontenta di essere una semplice parentesi contemplativa: il suo tono resta caloroso, ma con sistemi pensati per dare ritmo e decisioni da prendere.
Timberline Studio, realtà indipendente con sede a Los Angeles e un team distribuito, costruisce il progetto attorno a mondi colorati, personaggi inattesi e storie capaci di valorizzare sensibilità diverse. Con Beastro, lo studio propone un’avventura culinaria in cui il gesto del cucinare diventa il cuore di un ecosistema più ampio, capace di sostenere il villaggio e allo stesso tempo alimentare la sua difesa. Palo Pori non vive soltanto di buoni piatti: vive delle scelte che quei piatti rendono possibili.




