L’automazione industriale torna a farsi ossessione, necessità e promessa di fuga in Belts of Iron, nuovo factory game open world sviluppato da Builderment LLC. Il titolo arriverà il 28 maggio 2026 in accesso anticipato su PC tramite Steam, proponendo una formula costruita attorno a catene produttive sempre più estese, esplorazione procedurale, reti ferroviarie e difesa della base. Il punto di partenza è familiare al genere: un atterraggio di fortuna su un pianeta alieno, poche risorse a disposizione e un obiettivo apparentemente chiaro, costruire un razzo per tornare a casa.
Naturalmente, tra il primo minerale estratto e la possibile partenza c’è tutto ciò che rende irresistibili i giochi di automazione. In Belts of Iron, ogni nuovo sistema introduce un problema più grande del precedente: si parte da nastri trasportatori, minerali e lingotti, poi arrivano macchinari, pacchetti dati per la ricerca, raffinerie, fluidi, turbine a vapore, condotti, linee elettriche e treni merci capaci di coprire chilometri per riportare alla fabbrica ciò che serve. A quel punto, però, la domanda cambia: tornare a casa o restare per rendere la fabbrica ancora più grande?
Un pianeta procedurale da trasformare in una fabbrica
Il mondo di Belts of Iron sarà completamente procedurale, con terreni, risorse e biomi diversi a ogni nuova partita. Il gioco promette nove biomi distinti, pensati per spingere il giocatore a esplorare, espandere la propria rete produttiva e adattarsi alla distribuzione delle materie prime. Le prime fasi saranno dedicate all’estrazione e alla lavorazione dei materiali base, ma la crescita tecnologica porterà progressivamente a sistemi più complessi, nei quali la logistica diventa il vero centro dell’esperienza.
Ogni oggetto e ogni macchina potranno essere prodotti e trasportati, rendendo l’automazione non una semplice comodità, ma il principio stesso della progressione. Minatori, nastri, raffinerie, tubature e centrali dovranno essere collegati in un organismo industriale sempre più articolato. Quando i giacimenti vicini inizieranno a esaurirsi, entreranno in gioco le ferrovie, con reti dedicate al trasporto di materiali e fluidi su lunghe distanze. È qui che Belts of Iron sembra voler ampliare il classico piacere della fabbrica ordinata, trasformandolo in una questione di infrastruttura su scala planetaria.
Co-op, combattimenti e una fabbrica da difendere
Il pianeta alieno non sarà però un luogo neutrale da sfruttare senza conseguenze. Le creature native reagiranno alla presenza del giocatore e alla crescita dell’impianto industriale, costringendo a costruire difese, automatizzare torrette e preparare armi per proteggere linee produttive e avamposti. La sopravvivenza diventa quindi una componente integrata nella pianificazione: non basta produrre di più, bisogna anche assicurarsi che il sistema non venga smantellato da ciò che viveva lì prima dell’arrivo della fabbrica.
L’accesso anticipato includerà già il ciclo principale dell’esperienza, dalla raccolta delle risorse alla costruzione della fabbrica, dall’automazione su larga scala all’esplorazione. Builderment LLC prevede poi di espandere il gioco con nuove linee produttive, tecnologie, macchinari, miglioramenti alla qualità della vita e ulteriori contenuti sviluppati anche attraverso il confronto con la community. Il titolo supporterà inoltre la cooperativa online e via LAN fino a quattro giocatori, elemento che potrà rendere ancora più interessante la gestione condivisa di una fabbrica tentacolare.
Builderment LLC è uno studio indipendente solista specializzato in giochi basati su sistemi complessi, automazione e progettazione guidata dal giocatore. Con Belts of Iron, l’obiettivo sembra essere quello di costruire un’esperienza in continua evoluzione, dove ogni soluzione apre un nuovo problema e ogni linea produttiva suggerisce un’espansione ulteriore. Il razzo, in fondo, è solo una scusa: quando i nastri scorrono, i treni partono e le turbine ruggiscono, la vera tentazione è sempre aggiungere un’altra fabbrica accanto alla precedente.




