L’azione in prima persona torna a farsi sporca, ravvicinata e senza fronzoli con Better Than Dead, nuovo FPS sviluppato da MonteGallo, studio solista già legato a Forza Polpo e Mountain Boy. Il gioco arriverà il 12 maggio 2026 su PC tramite Steam, accompagnato da un nuovo trailer che ne mostra tono, ritmo e impostazione visiva, costruita attorno a una presentazione in stile bodycam e a combattimenti brevi ma estremamente letali.
Il progetto punta su un’esperienza compatta e ad alta intensità, ambientata in scenari fotorealistici ispirati al cinema d’azione di Hong Kong. Il protagonista è un sopravvissuto che ha smesso di fuggire e decide di affrontare direttamente i propri nemici, armato di pistola e di un obiettivo molto chiaro. Ogni livello viene descritto come un assalto frontale, rapido e personale, dove il margine d’errore è ridotto al minimo e la sopravvivenza dipende da movimento, reazione e precisione.
Un FPS ravvicinato dove ogni esitazione pesa
In Better Than Dead, gli scontri sono pensati per risolversi in pochi secondi. Il sistema di gunplay privilegia distanza corta, tempi di risposta immediati e lettura rapida degli spazi, chiedendo al giocatore di muoversi con decisione tra nemici, coperture e traiettorie di fuoco. Non sembra esserci spazio per approcci troppo attendisti: l’azione vuole restare costantemente in avanti, con una pressione continua che trasforma ogni stanza in una prova di esecuzione.
La scelta della visuale bodycam rafforza questa sensazione di urgenza. L’inquadratura più fisica e instabile avvicina il giocatore al centro dello scontro, rendendo ogni ingresso in un ambiente più teso e meno distaccato. Il risultato cerca una forma di immersione diretta, quasi ruvida, nella quale la violenza non viene diluita da sistemi accessori o da lunghe preparazioni. Si entra, si reagisce, si colpisce e si paga subito il prezzo di un errore.
Hong Kong action, livelli lineari e intensità senza riempitivi
Le ambientazioni di Better Than Dead guardano all’energia del cinema action di Hong Kong degli anni Ottanta e Novanta, traducendo quella coreografia fatta di spazi stretti, neon, traiettorie improvvise e scontri fulminei in sequenze interattive. Il trailer mostra luoghi urbani densi e claustrofobici, tra ristoranti illuminati, appartamenti angusti, locali notturni, vicoli e tetti, tutti pensati per sostenere un’azione frontale e leggibile.
La struttura sarà lineare e costruita su livelli artigianali, senza deviazioni superflue o contenuti di riempimento. L’obiettivo dichiarato è offrire un’esperienza completa al lancio, con una modalità principale capace di coprire l’intero arco del gioco attraverso scenari progettati per mantenere ritmo ed escalation. MonteGallo sembra quindi voler proporre un FPS essenziale, più interessato alla tensione del singolo incontro che alla quantità di sistemi laterali: un titolo dove la spettacolarità nasce dalla chiarezza dell’azione, dalla precisione del colpo e dalla sensazione che ogni porta aperta possa diventare l’ultima.






