BioEden debutterà il 3 settembre su PC tramite Steam, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2. Sviluppato da Broken Arms Games e pubblicato da Focus Entertainment, il titolo affida al giocatore la rinascita di un pianeta arido attraverso la costruzione di infrastrutture, la gestione delle risorse e la creazione di nuovi ecosistemi. Le prenotazioni sono già aperte su Steam, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.
Una demo disponibile su Steam consente di affrontare l’intero tutorial e sperimentare le principali attività previste dal gioco, tra esplorazione, costruzione, organizzazione degli spazi e cura degli animali. L’esperienza appartiene al filone dei giochi rilassanti legati alla natura, ma accompagna la trasformazione del territorio con un sistema gestionale nel quale ogni edificio consuma risorse, richiede energia e produce conseguenze sull’equilibrio ambientale.
Una rete autosufficiente per guarire il pianeta
Il protagonista di BioEden è un Custode incaricato dal Collettivo Cosmico di riportare la vita in un mondo ormai sterile. I primi passi della missione richiedono di individuare i detriti disseminati sul territorio, riciclarli e utilizzare i materiali recuperati per costruire le strutture essenziali. Pannelli solari, impianti idrici ed edifici produttivi devono essere collegati in una rete capace di distribuire energia e acqua, mantenendo sotto controllo il rapporto tra produzione e consumo.
L’espansione non può però procedere senza limiti. Ogni nuova struttura richiede materiali e contribuisce alla crescita dell’inquinamento, rendendo necessario valutare con attenzione quali impianti costruire e quando smantellarli. Gli edifici che hanno concluso la propria funzione possono essere riciclati, mentre laghi, fiumi e terreni devono essere progressivamente purificati. Il recupero comprende anche antiche rovine e aree dimenticate, con l’obiettivo di trasformare il paesaggio senza lasciare dietro di sé un’altra distesa di infrastrutture inutilizzate.
Specie estinte e cinque modi di affrontare la missione
La rinascita del pianeta passa anche dal ritorno degli animali. Raccogliendo campioni di DNA e installando appositi bozzoli d’incubazione, il Custode può riportare alla luce decine di specie, ognuna caratterizzata da necessità ambientali precise. Temperatura, umidità e vegetazione devono essere regolate all’interno delle cupole per creare condizioni adeguate alla loro sopravvivenza. La gestione degli habitat diventa quindi parte integrante della rete produttiva, perché l’efficienza delle strutture deve convivere con il benessere delle creature ospitate.
Il Collettivo Cosmico comprende inoltre cinque Gilde, ciascuna dotata di valori, capacità e specializzazioni differenti. La fazione scelta determina gli strumenti e la filosofia con cui affrontare il risanamento, permettendo di privilegiare strategie diverse pur mantenendo invariato l’obiettivo finale. Non sono previste condizioni di sconfitta né scadenze capaci di interrompere la partita: il giocatore può esplorare, costruire e correggere gradualmente le proprie decisioni, osservando il territorio passare da distesa inospitale a ecosistema autosufficiente.
