Una lama non basta quando ogni avversario pretende un ritmo diverso: Agate e Red Dunes Games hanno reso disponibile la demo di Blades of Mirage su Steam. La prova permette di sperimentare il sistema di combattimento, la personalizzazione attraverso le rune e una parte dell’esplorazione, presentando una versione rielaborata sulla base delle osservazioni raccolte durante precedenti sessioni di test.
La protagonista Mira attraversa un mondo frammentato composto da isole antiche, rovine dimenticate e territori dominati da guardiani corrotti. L’avventura attinge alle mitologie e ai paesaggi del Sud-est asiatico, una scena creativa valorizzata anche dal Southeast Asian Games Showcase, alternando combattimenti impegnativi, enigmi ambientali e la ricerca di reliquie capaci di modificare le abilità della viandante.
Rune e classi d’arma trasformano ogni combinazione
Il sistema di combattimento richiede di padroneggiare differenti classi d’arma e combinarle per costruire sequenze offensive personali. Le rune intervengono sulle capacità di Mira e consentono di modellare l’equipaggiamento intorno a strategie differenti, privilegiando mobilità, potenza o soluzioni più tecniche. Colpire senza valutare tempi e distanze non basta: ogni attacco, schivata e abilità deve essere eseguito scegliendo con attenzione il momento in cui impegnarsi nello scontro.
Questa impostazione vicina ai soulslike viene proposta attraverso due modalità. Il livello predefinito mantiene un combattimento più severo, basato su precisione, pazienza e lettura delle animazioni nemiche; la modalità informale permette invece di annullare alcune animazioni e introduce facilitazioni pensate per rendere l’azione più fluida. Non si tratta soltanto di ridurre la difficoltà, ma di offrire un ritmo differente a chi preferisce concentrarsi sull’esplorazione e sulla costruzione delle combinazioni.
I guardiani corrotti difendono un arcipelago spezzato
Le isole attraversate da Mira comprendono giungle, corsi d’acqua, grotte e aree vulcaniche, collegate da percorsi che nascondono enigmi e testimonianze di civiltà scomparse. Le reliquie recuperate non svolgono soltanto una funzione narrativa, perché ampliano le possibilità di personalizzazione e aprono nuove soluzioni durante l’avanzamento. Anche gli scontri con i guardiani richiedono di osservare l’ambiente e comprenderne i meccanismi, intrecciando combattimento e risoluzione degli enigmi.
Agate ha utilizzato le precedenti prove pubbliche per intervenire sulla presentazione iniziale, sul ritmo e sulla chiarezza dei sistemi, consegnando ora una demo pensata per raccogliere ulteriori indicazioni dai giocatori. Per Red Dunes Games, già coinvolta nella pubblicazione di Silent Planet: Elegy of a Dying World, il progetto amplia un catalogo dedicato a produzioni indipendenti dalla forte identità. La sfida di Blades of Mirage sarà far convivere la precisione richiesta dalle battaglie con una mitologia che vuole incidere sul viaggio, anziché limitarsi a decorarne lo sfondo.


