Correre, arrampicarsi e sfruttare ogni superficie disponibile per non essere inghiottiti dalle orde è il nucleo di Blood Dungeon, disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam. Sviluppato e pubblicato direttamente da Messhof, il gioco recupera l’attenzione per il movimento rapido e imprevedibile che aveva caratterizzato Nidhogg, trasferendola all’interno di un platform d’azione con sparo automatico e progressione roguelite.
Le arene sono invase da oltre cento tipi di creature, tra pipistrelli, centauri, occhi esplosivi e mostri capaci di attraversare oppure percorrere muri e soffitti. Sopravvivere richiede di riconoscere i differenti schemi di movimento, mantenere le distanze e raccogliere il sangue lasciato dagli avversari sconfitti. La risorsa permette di aumentare il proprio livello durante il tentativo in corso, mentre forzieri, ossa e componenti nascosti alimentano una progressione costruita tra potenziamenti temporanei e miglioramenti permanenti.
Il pavimento è soltanto una possibilità
Le possibilità di spostamento non si limitano alla corsa e al salto. I personaggi possono salire lungo scale, muoversi sulle grate, attraversare catene e sfruttare pareti, soffitti e zone sommerse per sottrarsi alle masse di nemici. Ogni arena diventa così un percorso da interpretare continuamente, nel quale la posizione conta quanto l’arma impugnata. Gli avversari volanti, quelli capaci di aderire alle superfici e le creature che rimbalzano attraverso gli ambienti obbligano a cambiare traiettoria, evitando di trasformare la partita in una semplice attesa mentre gli attacchi automatici ripuliscono lo schermo.
Il sangue raccolto aumenta la potenza del personaggio e consente di sviluppare configurazioni differenti nel corso della partita. I forzieri disseminati negli scenari offrono ulteriori strumenti, mentre le ossa possono essere consegnate al Dogmancer per pagare il suo tributo e sbloccare miglioramenti destinati a rimanere disponibili nei tentativi successivi. La struttura conserva quindi l’immediatezza degli scontri a orde, ma lega la sopravvivenza alla capacità di esplorare l’arena, valutare quando esporsi per recuperare le risorse e scegliere quali vantaggi combinare.
Nove prigionieri per sei arene di sopravvivenza
Il gruppo comprende nove personaggi sbloccabili, ciascuno dotato di una propria arma e di capacità legate al movimento. Leggy può creare ragnatele sulle quali arrampicarsi, Bug è in grado di volare e Skinja attraversa i sotterranei affidandosi alla velocità. Queste differenze modificano il modo di leggere le arene e di gestire le orde, permettendo di sperimentare percorsi e configurazioni non accessibili agli altri componenti del gruppo. Le sei zone di sopravvivenza sono affiancate da più di cento armi e potenziamenti e da oltre cento incarichi da completare.
La pixel art ruvida e ricca di schizzi accompagna una colonna sonora dinamica composta da Thomas Hoey, costruita attorno a ritmi drum and bass che seguono l’aumento della pressione sul campo. Dungeon giornalieri e classifiche globali ampliano la componente competitiva, mentre Messhof ha già anticipato collaborazioni e annunci successivi al lancio senza fornirne i dettagli. Il risultato riporta lo studio verso un’azione fondata prima di tutto sul controllo dello spazio: in Blood Dungeon la potenza cresce automaticamente, ma restare vivi dipende ancora da ogni salto, deviazione e parete raggiunta al momento giusto.


