Una festa nel deserto, un cimitero vampirico sotto i piedi e una notte da cui non è detto si possa uscire vivi. Bloody Rave è il nuovo horror FPS in prima persona annunciato da Black Manticores, studio indipendente al lavoro su un’esperienza per PC che unisce gunplay frenetico, atmosfera da incubo e meccaniche roguelite costruite attorno a rischio, progressione e magia del sangue.
L’ambientazione porta nella remota Land of Nod, in New Mexico, dove un misterioso invito conduce il protagonista a un rave organizzato sopra un antico sito di scavo nel deserto. Le leggende locali parlano della tomba di Re Salomone, qui reinterpretato come il primo vampiro del mondo, maledetto dal suo stesso anello. La minaccia più immediata, però, arriva da Frankie, membro respinto di un potente cartello criminale: gli era stata promessa l’immortalità, ma ha ottenuto soltanto l’esistenza degradata di un ghoul, trasformando la sua sete di vendetta in una caccia al sangue.
Una notte da completare senza voltarsi indietro
Bloody Rave costruisce la propria tensione su una struttura ad alto rischio, ispirata alla filosofia del “no rewind” associata a Dota 2. Non saranno presenti salvataggi intermedi durante la run: bisognerà sopravvivere fino alla fine della notte oppure ripartire dall’ultimo checkpoint. È una scelta che punta a rendere ogni spedizione più tesa, perché ogni errore, ogni consumo di risorse e ogni combattimento affrontato con leggerezza può pesare sull’intero tentativo.
Il cuore dell’esperienza sarà alimentato dalla Vampire Coin, valuta interna legata a un’economia dinamica completamente integrata nel gioco. Eliminare vampiri, completare incarichi e ripulire la mappa farà aumentare il valore della moneta, trasformando l’avanzamento in una continua valutazione tra guadagno immediato e rischio futuro. Le ricompense potranno essere usate nell’Underground Battle Arena, un hub persistente dove acquistare artefatti, armi da incubo, miglioramenti alle statistiche e preparare la run successiva.
Armi impossibili, magia proibita e build da sperimentare
Il sistema di progressione permetterà di alternare due approcci principali: umano o vampiro. Il primo punterà su tecnologia, resistenza e risorse più terrene, mentre il secondo aprirà la strada a velocità superiore e magia del sangue. Questa distinzione sembra pensata per dare peso alla costruzione della build, soprattutto considerando la presenza della Nightmare Fusion, meccanica che consente di combinare oggetti distorti per creare armi personalizzate e soluzioni offensive sempre più estreme.
La struttura non si limiterà agli scontri frontali. Il giocatore dovrà attraversare corridoi labirintici, cercare la tomba nascosta del re maledetto e affrontare un mondo dove il rave diventa solo la superficie rumorosa di qualcosa di molto più antico e corrotto. Tra le attività secondarie figura anche la ricerca di skateboard perduti nel deserto infestato di Land of Nod, con ricompense esclusive legate proprio a Frankie. È un dettaglio volutamente bizzarro, ma coerente con un progetto che sembra voler mescolare horror, eccesso pulp e meccaniche da “ancora una run” in una formula sporca, veloce e carica di identità.
Black Manticores descrive il proprio lavoro come un tentativo di spingere l’horror FPS verso un territorio più meccanico e rigiocabile, senza rinunciare all’atmosfera. Bloody Rave appare quindi come un titolo costruito sull’attrito tra clubbing infernale, vampiri, economia persistente e sperimentazione aggressiva delle build: una notte nel deserto in cui sopravvivere non basta, perché ogni scelta può trasformarsi in potere, debito o condanna.




