Il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa nello sviluppo dei videogiochi continua ad accendersi, e questa volta a intervenire è Yongha Kim, producer di Blue Archive. In una recente intervista di inizio anno concessa a GameMeca, Kim ha affrontato in modo diretto le preoccupazioni di una parte crescente del pubblico, collegando la diffidenza dei consumatori a quello che definisce un problema di “AI slop”, ovvero l’impoverimento qualitativo causato da un impiego superficiale e incontrollato delle tecnologie generative.
김용하 본부장은 서브컬처 장르 소비자는 '크리에이티브의 진정성'에 대한 기대가 높기에, 소위 '딸깍'으로 결과물을 내어 놓는다면 창작자의 진정성을 남아낼 수 있느냐에 의문을 가질 수 있다고 밝혔습니다
▶[신년특집] 생성형 AI와의 공존 ③ 넥슨게임즈 김용하 본부장https://t.co/FnrBkgxHQ4— 게임메카/Gamemeca (@game_meca) January 8, 2026
Tra qualità percepita e perdita di autenticità
Secondo Kim, le critiche mosse a diversi titoli recenti che fanno uso di asset generati o assistiti dall’IA non sono prive di fondamento. Il producer cita come esempio anche discussioni nate attorno a produzioni apprezzate come Clair Obscur: Expedition 33, finite al centro del dibattito per presunti utilizzi dell’intelligenza artificiale. Le preoccupazioni più ricorrenti riguardano il rischio di violazioni del copyright e la sensazione di trovarsi di fronte a contenuti privi di anima. Kim ha spiegato la questione con una metafora efficace: un prodotto può apparire attraente all’esterno, ma se al suo interno offre meno sostanza del previsto, la reazione negativa dei consumatori è inevitabile. In particolare, nei generi di nicchia e nelle produzioni legate a sottoculture ben definite, le aspettative sull’autenticità creativa sono ancora più elevate, rendendo il tema particolarmente delicato.
L’IA come strumento, non come sostituto
Nel suo intervento, Kim sottolinea come i modelli attuali, basati su sistemi di trasformazione o diffusione, siano essenzialmente dei simulatori, privi di intenzionalità e personalità proprie. Affidarsi completamente a essi con un semplice clic, secondo il producer, solleva un interrogativo cruciale: in che modo l’identità creativa dell’autore può emergere da un processo automatizzato. Guardando al futuro, Kim non esclude che l’IA possa arrivare un giorno a sostituire parte del lavoro umano, ma ritiene che, allo stato attuale, la tecnologia non sia in grado di soddisfare gli standard richiesti da un ambiente di sviluppo complesso. All’interno di Nexon Games, il team IO responsabile di Blue Archive sta già sperimentando soluzioni come il riconoscimento vocale e la sintesi del parlato, ma l’approccio rimane graduale e pragmatico, orientato a supportare le reali esigenze degli sviluppatori piuttosto che a ristrutturare l’intera produzione attorno all’IA.
Fonti consultate: Automaton West.





