BrainWash: Zombie Cleanup mescola pulizie e caccia agli zombie negli anni ’50

Quando l’epidemia zombie è ormai agli sgoccioli, qualcuno deve comunque occuparsi del disastro rimasto per strada. BrainWash: Zombie Cleanup parte proprio da questa idea e combina combattimento, sopravvivenza e pulizie in un’ambientazione retro ispirata agli anni ’50. Il gioco è sviluppato dal progetto solista HazGames e arriverà su PC tramite Steam nel secondo trimestre del 2027, mentre una demo è prevista per gennaio.

Il giocatore lavora per Raincoat Industries, azienda incaricata di eliminare gli ultimi non morti e cancellare ogni traccia della catastrofe. La routine è tanto semplice quanto poco rassicurante: prima bisogna imbracciare le armi e abbattere gli zombie ancora in circolazione, poi arriva il momento di raccogliere i resti, lavare via il sangue e riportare ordine negli ambienti. Il problema è che ogni nemico eliminato produce inevitabilmente altro lavoro, trasformando la fase di combattimento nella premessa della successiva opera di bonifica.

BrainWash: Zombie Cleanup mescola pulizie e caccia agli zombie negli anni ’50

Prima si spara, poi si tira fuori il mocio

La componente di pulizia utilizza strumenti differenti per affrontare ciò che rimane dopo gli scontri. Pavimenti insanguinati, rifiuti e parti di cadavere devono essere rimossi manualmente, passando dalle armi al mocio e all’idropulitrice. BrainWash: Zombie Cleanup costruisce così il proprio ciclo di gioco sul continuo passaggio tra distruzione e ripristino, con l’obiettivo di far sembrare che l’epidemia non sia mai passata da quelle stanze.

L’impostazione punta deliberatamente sul contrasto tra il caos dell’apocalisse e la routine quasi burocratica del lavoro. Raincoat Industries non tratta la situazione come una missione eroica, ma come un turno da completare e una paga da riscuotere. Il tono retro degli anni ’50 accompagna questa idea, trasformando la bonifica post-zombie in una mansione professionale fatta di attrezzatura, procedure e qualche inconveniente che continua a muoversi quando dovrebbe essere già morto.

BrainWash: Zombie Cleanup mescola pulizie e caccia agli zombie negli anni ’50

Il turno può essere affrontato anche in cooperativa

Le missioni potranno essere giocate in solitaria oppure insieme ad altri partecipanti, dividendo i compiti tra chi tiene occupati gli zombie e chi si concentra sulla pulizia. La cooperativa permette quindi di organizzare il lavoro in modo più efficiente, ma introduce anche la possibilità di creare ancora più disordine quando qualcuno decide di risolvere un problema a colpi d’arma da fuoco proprio nella zona appena ripulita. L’idea è quella di rendere combattimento e pulizia due attività complementari anche nel multiplayer.

La paga ottenuta al termine dei lavori potrà essere reinvestita per migliorare l’equipaggiamento e affrontare incarichi più impegnativi, con strumenti migliori e ambienti progressivamente più grandi da bonificare. BrainWash: Zombie Cleanup costruisce quindi la propria identità su una domanda piuttosto concreta: cosa succede dopo che gli eroi hanno finito di salvare il mondo? In questo caso arriva Raincoat Industries, consegna una tuta protettiva, mette in mano un fucile e un mocio e ricorda gentilmente di lavarsi le mani prima di ritirare la paga.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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