Buzz or Die trasforma la condanna a morte in una gara per diventare virali

Essere condannati a morte è già un problema piuttosto serio, ma in Buzz or Die esiste almeno una possibilità di uscirne: convincere il pubblico di un game show di essere più interessante dell’avversario. La visual novel punta e clicca sviluppata da Bon e pubblicata da Kodansha Creators’ Lab riceverà una nuova demo in occasione dello Steam Next Fest di ottobre, offrendo su Steam un assaggio del suo futuro distopico, dove la popolarità online può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte.

I partecipanti sono detenuti nel braccio della morte chiamati a competere nel programma televisivo Buzz or Die. Il vincitore ottiene la grazia e la possibilità di vedere esaudito un desiderio; chi perde non viene semplicemente giustiziato, ma condannato a un’esistenza di umiliazioni all’interno di un corpo androide. Il protagonista partecipa insieme a un uomo di nome Sagishima e deve imparare rapidamente le regole di uno spettacolo che trasforma i trascorsi peggiori dei concorrenti in materiale destinato al consumo del pubblico.

Buzz or Die trasforma la condanna a morte in una gara per diventare virali

Scavare nella mente dell’avversario per trovare il video perfetto

Per vincere non basta rispondere a domande o superare prove fisiche. Buzz or Die permette di entrare nei paesaggi mentali degli altri concorrenti alla ricerca di segreti, episodi compromettenti e dettagli capaci di attirare l’attenzione. Le informazioni raccolte devono poi essere trasformate in brevi video corredati dalla miniatura più efficace possibile, con un unico obiettivo: raccogliere più like dell’avversario e assicurarsi il favore degli spettatori.

La struttura mette quindi insieme investigazione, esplorazione psicologica e satira delle dinamiche dei social network, trasformando l’esposizione pubblica dei peggiori aspetti di una persona in una vera meccanica di sopravvivenza. Il tono violento e grottesco distingue il progetto da altre produzioni narrative dell’etichetta, come and Roger, pur condividendone l’interesse per forme di racconto interattivo costruite attorno a informazioni che acquistano progressivamente un significato diverso.

Buzz or Die trasforma la condanna a morte in una gara per diventare virali

Kodansha continua a spingere sulle produzioni indipendenti più insolite

La nuova demo inserisce Buzz or Die in una fase particolarmente vivace per Kodansha Creators’ Lab. L’etichetta ha recentemente portato allo Steam Next Fest anche 4Dead, il roguelite di Kishiro costruito attorno a una sopravvivenza scandita da intervalli di quattro secondi, continuando a raccogliere sotto lo stesso catalogo progetti indipendenti molto differenti per genere, estetica e struttura.

Anche CaTHaRSiS ~The last of atelier~ mostra quanto ampia possa essere questa direzione, passando dalla violenza televisiva di Buzz or Die a un viaggio contemplativo attraverso celebri dipinti. Il gioco di Bon occupa però il lato decisamente più feroce dello spettro: prende l’ossessione per like, contenuti brevi e notorietà digitale e la porta alle conseguenze più estreme, immaginando un pubblico per il quale anche una condanna a morte può diventare semplicemente un altro spettacolo da giudicare con un clic.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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