Antico Egitto, Giappone contemporaneo e castelli medievali condividono un mistero universale: da qualche parte c’è sempre un gatto convinto di essersi nascosto benissimo. Cat Me If You Can sarà disponibile dall’8 settembre 2026 su PC tramite Steam, mentre le versioni per Nintendo Switch e Xbox Series X|S arriveranno entro la fine dell’anno. Cosmic Stag Games ha accompagnato l’annuncio con un nuovo trailer dedicato al viaggio fotografico tra epoche differenti, enigmi ambientali e centinaia di felini da immortalare.
Il mondo ha perso i propri colori e soltanto gli scatti realizzati con la macchina fotografica istantanea possono restituirglieli. Ogni gatto individuato viene registrato nel taccuino del protagonista e riporta nell’ambiente le tonalità del proprio pelo, trasformando progressivamente gli scenari inizialmente costruiti in bianco e nero. Tra gli esemplari più difficili da trovare figura Sua Morbidezza Reale, Re Purr-A-Lot, nome che lascia intuire una certa disponibilità a farsi fotografare, purché il suddito riesca prima a localizzarlo.
Mondi tridimensionali disegnati come fumetti
Le ambientazioni combinano spazi 3D con uno stile ispirato alle tavole in bianco e nero di fumetti e manga. Strade, edifici e paesaggi sono realizzati a mano e disseminati di dettagli dietro i quali possono nascondersi code, orecchie e occhi sospettosamente immobili. La formula amplia in tre dimensioni quella dei giochi dedicati alla ricerca di animali, avvicinandosi all’osservazione minuziosa di Secret Paws – Cozy Offices, ma inserendola in un viaggio che attraversa periodi storici e ambientazioni completamente differenti.
Non tutti gli amici felini resteranno semplicemente accucciati in attesa di essere scoperti. Alcuni saranno protetti da porte chiuse, strani congegni, percorsi segreti o indovinelli che richiederanno di interpretare gli indizi presenti nello scenario. Risolvere un rompicapo potrà aprire una nuova area oppure rivelare un nascondiglio apparentemente irraggiungibile, premiando la curiosità e la capacità di osservare l’ambiente da prospettive diverse. A volte la soluzione sarà complessa; altre volte il gatto sarà probabilmente dietro l’unico vaso che il giocatore non aveva ancora controllato.
Ogni fotografia restituisce colore al viaggio
La macchina fotografica non servirà soltanto a documentare la collezione. Inquadrare correttamente un gatto e realizzare lo scatto consentirà di riportare nel mondo le sfumature del suo mantello, creando un contrasto sempre più evidente tra le zone ancora monocromatiche e quelle già attraversate. La fotografia diventa quindi parte della progressione e della trasformazione visiva, pur mantenendo un’impostazione più accessibile rispetto alla simulazione tecnica proposta da Lushfoil Photography Sim.
Cosmic Stag Games ha progettato Cat Me If You Can come un’esperienza priva di pressione, nella quale rallentare, osservare e lasciarsi guidare dai piccoli particolari. Il viaggio temporale condurrà dalle sabbie dell’Egitto alle vie del Giappone, passando per fortezze e luoghi costruiti per nascondere segreti oltre ai loro abitanti pelosi. Dall’8 settembre toccherà quindi ai fotografi restituire colore alla storia, compilare il proprio taccuino e accettare una verità inevitabile: il gatto più difficile da trovare sarà sempre quello seduto in piena vista.


