Entrare in un dipinto invece di osservarlo da fuori è il principio attorno al quale ruota CaTHaRSiS ~The last of atelier~, avventura artistica sviluppata in solitaria da Mana e pubblicata da Kodansha Creators’ Lab. Il progetto tornerà a mostrarsi con una nuova demo in occasione dello Steam Next Fest, offrendo un viaggio attraverso dieci celebri opere trasformate in ambienti tridimensionali da attraversare liberamente. Il gioco è in sviluppo per PC e dispone di una pagina su Steam.
Il titolo era già stato presentato su Gamezilla attraverso i primi dettagli sul viaggio tra Van Gogh, Monet e Klimt. Il protagonista è un essere senza nome, memoria o identità, richiamato da una voce misteriosa verso una successione di mondi pittorici congelati nel tempo. Accompagnato da un lupo e da un gufo, dovrà attraversarli raccogliendo “ricordi” con cui riempire progressivamente quel vuoto e costruire una nuova percezione di sé.
Dalla Notte stellata al Bacio, i quadri diventano luoghi da attraversare
Tra le opere reinterpretate figurano La notte stellata, Terrazza del caffè la sera e I girasoli di Vincent van Gogh. Le strade illuminate sotto un cielo blu intenso conducono da un’immagine all’altra, trasformando elementi familiari delle tele in spazi nei quali camminare e osservare il paesaggio da prospettive impossibili nell’opera originale. L’obiettivo non è ricostruire un museo virtuale, ma utilizzare colori, luce e composizione come materiale per un’esperienza narrativa.
Il viaggio prosegue nella distesa verde di Donna con parasole di Claude Monet e nell’universo dorato de Il bacio di Gustav Klimt. Nel primo caso l’esplorazione punta sulla sensazione di libertà suggerita dal paesaggio e dal movimento dell’aria, mentre l’opera di Klimt diventa il punto di partenza per interrogarsi sull’amore attraverso geometrie, luce e superfici dorate. Complessivamente saranno dieci i mondi ispirati ad altrettanti capolavori, collegati dal percorso interiore del protagonista.
Un viaggio senza game over né fretta
CaTHaRSiS ~The last of atelier~ elimina volutamente timer, penalità e condizioni di fallimento. L’intera esperienza può essere attraversata all’incirca nel tempo di un film, ma nulla obbliga ad avanzare rapidamente: ogni ambiente può essere esplorato al proprio ritmo, soffermandosi sui dettagli e lasciando che siano immagini, suoni e sensazioni a costruire il significato del percorso. Il semplice movimento attraverso le tele diventa così parte del racconto, insieme ai ricordi raccolti lungo il cammino.
Il progetto rappresenta un’altra produzione fortemente autoriale nel catalogo di Kodansha Creators’ Lab, che negli ultimi mesi ha affiancato esperienze molto diverse come 4Dead e la recente selezione di nuovi progetti indipendenti dell’etichetta. Qui però il fulcro resta l’arte stessa: non come semplice citazione visiva, ma come spazio da abitare, attraversare e infine trasformare in memoria.


