Clarity: The Seven Demons of Vanguardia affila la spada contro sette demoni

La vendetta, nei videogiochi, ha spesso un grande vantaggio pratico: evita al protagonista lunghe riunioni motivazionali. In Clarity: The Seven Demons of Vanguardia basta l’arrivo di un demone del fulmine, la morte del padre e un ragazzo abbastanza coraggioso da decidere che sì, forse è il caso di imparare a usare spade demoniache, magie e scatti in aria. Sviluppato da Team Quantum Games con eastasiasoft e pubblicato da eastasiasoft, il gioco è un action platformer a scorrimento laterale disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, Nintendo Switch e PC tramite Steam. La versione provata è quella PlayStation 5.

La formula guarda con affetto a una tradizione chiarissima: livelli separati, boss da sconfiggere, poteri da ottenere e debolezze elementali da sfruttare. Il punto interessante è che Clarity: The Seven Demons of Vanguardia permette di scegliere l’ordine con cui affrontare i sette mondi, lasciando al giocatore la libertà di decidere quale demone andare a disturbare per primo. Una scelta sempre coraggiosa, perché presentarsi a casa di un demone armato solo di entusiasmo e doppio salto non è esattamente l’idea più prudente del mese. Però funziona: ogni vittoria consegna una nuova spada e amplia il ventaglio di possibilità, dando alla progressione un piccolo sapore strategico.

Boss da studiare, non da prendere a testate

La parte migliore del gioco sta negli scontri principali. I boss hanno pattern riconoscibili, attacchi leggibili e una logica elementale che premia chi osserva invece di buttarsi avanti come se il pulsante d’attacco dovesse essere pagato a consumo. Ogni demone richiede un minimo di attenzione: bisogna capire quando avvicinarsi, quando usare la magia, quando sfruttare la spada più adatta e quando accettare umilmente che saltare nel proiettile nemico per la terza volta non sia una strategia, ma una confessione.

Il sistema della Clarity aggiunge una buona gestione della risorsa. I nemici sconfitti rilasciano energia magica, utile per usare il bastone e lanciare incantesimi, mentre la spada resta lo strumento principale per il corpo a corpo. Il risultato è semplice da capire e abbastanza piacevole da usare: si corre, si salta, si scatta in aria, si colpisce, si consuma magia quando serve e si prova a non finire infilzati da trappole che, come da tradizione, sembrano sempre piazzate da qualcuno con un pessimo rapporto con la felicità altrui. La risposta ai comandi è generalmente buona e permette di mantenere un ritmo sostenuto, soprattutto negli scontri più riusciti.

Il viaggio è meno brillante dei demoni

Se i boss convincono, i livelli che li precedono hanno un carattere più discontinuo. I sette mondi propongono ambientazioni diverse e uno stile disegnato a mano gradevole, colorato, abbastanza riconoscibile. Foreste, zone infuocate, aree gelide e scenari più cupi danno varietà visiva al viaggio, senza farlo sembrare una passeggiata nello stesso corridoio con la carta da parati cambiata. Il problema è che il level design resta spesso diretto, più interessato a portarci verso il demone di turno che a costruire sezioni davvero memorabili.

I nemici comuni fanno il loro lavoro, ma raramente diventano protagonisti. Sono ostacoli, rallentamenti, piccole minacce da superare mentre si aspetta l’incontro importante. Anche l’esplorazione resta contenuta: ci sono poteri da ottenere, qualche deviazione e una progressione più libera di quanto sembri all’inizio, però chi arriva cercando un metroidvania complesso rischia di bussare alla porta sbagliata. Clarity: The Seven Demons of Vanguardia è più lineare, più immediato, più vicino all’action platformer tradizionale che all’avventura labirintica piena di ritorni, scorciatoie e mappe da consultare come dichiarazioni dei redditi.

Bello da vedere, onesto da giocare

La presentazione è uno degli elementi più simpatici. Lo stile HD disegnato a mano dà personalità a Vanguardia e rende i boss più riconoscibili del solito. Le animazioni comunicano bene gli attacchi, dettaglio fondamentale in un gioco in cui capire il colpo in arrivo conta più di ammirare il fondale con aria poetica mentre si viene colpiti in faccia. Anche la colonna sonora accompagna bene l’azione, alternando momenti più avventurosi a temi da battaglia senza diventare invadente. L’unico limite da segnalare per il pubblico italiano è l’assenza della nostra lingua, anche se qui pesa meno rispetto a giochi molto più narrativi.

Su PlayStation 5 l’esperienza resta stabile, con caricamenti contenuti e un’azione generalmente scorrevole. Qualche problema emerge nelle collisioni e in alcune sezioni di piattaforme, dove il margine tra errore del giocatore e risposta non perfettamente pulita del gioco può sembrare meno chiaro del previsto. Non succede di continuo, però capita abbastanza da farsi notare, soprattutto quando il livello chiede precisione e il personaggio finisce per pagare una lettura non sempre impeccabile dello spazio. Anche l’interfaccia e la struttura generale mostrano un’impostazione indipendente piuttosto essenziale, senza grandi fronzoli e senza quella rifinitura extra che avrebbe reso l’insieme più solido.

Il giudizio finale resta positivo perché Clarity: The Seven Demons of Vanguardia riesce a trasformare una struttura molto tradizionale in una campagna piacevole, compatta e con il giusto passo. I livelli non hanno sempre lo stesso mordente dei boss, i nemici comuni tendono a fare da contorno e alcune sezioni avrebbero beneficiato di collisioni più leggibili, ma il cuore dell’esperienza regge: scegliere un mondo, affrontarne il demone, ottenere una nuova spada e usarla per rendere meno allegra la giornata al boss successivo. Non è il gioco che riscrive l’action platformer, né quello che farà piangere nostalgia davanti al tramonto, ma ha ritmo, chiarezza e abbastanza personalità per farsi seguire fino alla fine senza pesare. E quando un’avventura con sette demoni riesce a non diventare demoniaca anche per chi gioca, siamo già su una buona strada.

Clarity: The Seven Demons of Vanguardia affila la spada contro sette demoni
Clarity: The Seven Demons of Vanguardia
In sintesi:
Clarity: The Seven Demons of Vanguardia è un action platformer tradizionale, compatto e sincero, costruito attorno a sette boss, spade elementali e una progressione libera quanto basta per dare un minimo di strategia all’avventura. I combattimenti principali sono la parte più riuscita, il sistema della Clarity funziona bene e lo stile disegnato a mano dà personalità al mondo di gioco. I livelli standard restano meno incisivi, i nemici comuni non brillano e alcune collisioni potevano essere più precise, ma l’esperienza conserva ritmo, chiarezza e una buona dose di fascino old school. Consigliato a chi ama gli action platformer diretti, senza troppe complicazioni e con boss da imparare un colpo alla volta.
74

Massimo Santoro

Massimo Santoro ha passato talmente tante ore davanti ai videogiochi da trasformare quella passione in un bisogno quotidiano di raccontarli. Cresciuto tra JRPG, controller consumati e soundtrack ascoltate in loop, cerca sempre di unire entusiasmo e analisi lucida. Non si considera un veterano, ma compensa con curiosità feroce: prova tutto, studia tutto, esplora ogni genere senza pregiudizi. Scrive di videogiochi e cultura otaku con ritmo vivace, attenzione ai dettagli e una punta di ironia, convinto che il bello di questo medium sia continuare a scoprirlo, livello dopo livello.

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