Ripulire ambienti devastati dall’inquinamento e vederli rifiorire poco alla volta è il cuore di Clean Up Earth, nuova esperienza firmata da Magic Pockets disponibile su PC tramite Steam ed Epic Games Store, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. La produzione dello studio francese, già noto per collaborazioni con marchi importanti come Baldur’s Gate, Teenage Mutant Ninja Turtles, Harry Potter, The Sims e The House of the Dead, punta su una formula cooperativa accessibile che può essere affrontata in solitaria oppure in gruppo, trasformando la pulizia e la ricostruzione degli ecosistemi in una forma di progressione condivisa.
L’elemento più caratterizzante del gioco è il Terra Cleaner, strumento modulare con cui aspirare rifiuti, trattare detriti tossici, recuperare materiali e riciclare quanto raccolto per ripristinare strutture danneggiate. Man mano che le aree vengono bonificate, la natura torna visibilmente a occupare lo spazio, con piante che ricrescono, fauna che riappare e nuovi elementi da esplorare che emergono sotto gli strati di sporcizia. È una trasformazione molto leggibile, pensata per offrire una gratificazione immediata e per rendere evidente il legame tra gesto del giocatore e mutamento dell’ambiente.
Un gioco cooperativo che lavora sul ritmo della ricostruzione
La struttura di Clean Up Earth è stata costruita per accogliere stili di gioco differenti. È possibile affrontare l’esperienza da soli, cooperare con amici in partite fino a otto persone oppure prendere parte a mappe multiplayer più estese capaci di ospitare 25 giocatori o più. Al lancio sono disponibili 23 mappe, comprese tre grandi aree condivise, con una progressione che invita a collaborare per pulire, riciclare e ricostruire scenari molto diversi tra loro. Alcune azioni richiedono persino coordinazione diretta fra più partecipanti, incoraggiando una divisione naturale dei compiti e un uso complementare delle risorse.
Il tono generale dell’opera sembra puntare deliberatamente sulla calma e sulla soddisfazione visiva. Gli ambienti, ispirati a località reali, attraversano spiagge, montagne, deserti e altri scenari pensati per accompagnare il lavoro di bonifica con atmosfere più contemplative che concitate. Anche la possibilità di esplorare le zone di notte rafforza questa idea di un’esperienza rilassata ma non statica, in cui il piacere non nasce da un conflitto diretto bensì dal recupero graduale di spazi compromessi e dalla scoperta di ciò che vi è rimasto nascosto sotto la sporcizia.
Dal gesto virtuale a un impatto ambientale concreto
Accanto alla struttura ludica, Clean Up Earth prova a distinguersi soprattutto per il suo sistema di micro-donazioni integrato. Lo studio e i suoi partner finanziano infatti un meccanismo grazie al quale le azioni di pulizia compiute nel gioco contribuiscono a sostenere organizzazioni ambientali reali, senza costi aggiuntivi per i giocatori. Il sistema, già sperimentato in occasioni come Jingle Jam 2025 e Steam Next Fest 2026, è stato inserito stabilmente nel prodotto finale e lega il progresso in-game a un sostegno concreto verso iniziative ecologiche.
Tra i partner citati rientrano realtà come World Cleanup Day, Plastic Pickup, Recyclop, Expedition MED e Wings of the Ocean. È una scelta che dà al gioco una dimensione ulteriore rispetto al semplice cozy multiplayer, perché prova a trasformare l’atto del ripulire in un gesto dal valore anche simbolico e pratico. In un panorama dove la cooperativa viene spesso legata a sopravvivenza, combattimento o costruzione, Clean Up Earth sceglie invece una strada più pacata e positiva, cercando di fare del ripristino ambientale non solo il tema del gioco, ma anche la sua dichiarazione d’intenti.




