Cohen: 1939 porta la vendetta criminale nella Birmingham degli anni Trenta

Una vedova assetata di vendetta, una città bagnata dalla pioggia e una scia di sangue destinata a risalire fino ai vertici di una cospirazione sempre più oscura. Cohen: 1939, nuovo top-down shooter tattico sviluppato da Cube of Cube e pubblicato da 2P Games, ha ricevuto una demo su PC tramite Steam, in attesa della partecipazione allo Steam Next Fest, in programma dal 15 al 22 giugno.

Il gioco guarda apertamente all’immediatezza brutale di Hotline Miami e alle atmosfere criminali di Peaky Blinders, trasferendo la formula in una Birmingham di fine anni Trenta fatta di vicoli illuminati a gas, strade sporche di fuliggine, nebbia, abiti d’epoca e regolamenti di conti. La demo include i primi due capitoli, tre personaggi giocabili, sei livelli e uno scontro con un boss, offrendo circa un’ora di combattimenti rapidi e ad alta tensione.

Elisa e una vendetta scritta nel sangue

La vicenda di Cohen: 1939 prende avvio dopo l’assassinio di Richard, gangster ucciso brutalmente per le strade fredde di Birmingham. A raccogliere il peso della sua morte è Elisa, vedova determinata a far pagare ogni responsabile. Il suo percorso non ha nulla dell’indagine composta o del dramma criminale misurato: è una discesa diretta nella violenza, dove ogni stanza, ogni corridoio e ogni nascondiglio possono diventare il teatro di una nuova esecuzione.

L’impianto narrativo parte da una faida di territorio, ma promette di allargarsi verso un intreccio molto più torbido. Il comunicato anticipa infatti macelli cannibalistici, esplosivi dell’IRA, traditori interni e un coinvolgimento della Corona britannica, elementi che suggeriscono una trama più ampia rispetto alla semplice vendetta personale. La Birmingham di Cohen: 1939 non è soltanto uno sfondo noir, ma un luogo contaminato da potere, paura e interessi criminali che sembrano estendersi ben oltre la strada.

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Colpi mortali, armi rubate e livelli da leggere con precisione

Sul piano del gameplay, Cohen: 1939 punta su un sistema one-hit-kill in cui tanto il giocatore quanto i nemici cadono con un solo colpo. Questa scelta rende ogni azione immediatamente rischiosa e costringe a leggere gli ambienti prima di agire, sfruttando punti ciechi, rumori e traiettorie per costruire imboscate o spezzare gruppi nemici prima che possano reagire. La velocità resta centrale, ma non basta muoversi in modo frenetico: per sopravvivere occorrono pianificazione, tempismo e capacità di improvvisare quando il piano iniziale salta.

L’arsenale non viene trattato come una dotazione stabile, ma come qualcosa da strappare direttamente agli avversari. Si potranno raccogliere le armi dei nemici, lanciare pistole scariche per stordire chi si avvicina e passare rapidamente dagli attacchi a distanza al corpo a corpo. La presenza di layout generati casualmente e di un’intelligenza artificiale reattiva dovrebbe rendere ogni incursione meno prevedibile, obbligando a studiare nuove rotte, cambiare priorità e adattarsi al modo in cui gli avversari controllano gli spazi.

Questa combinazione di rapidità, brutalità e lettura tattica sembra essere il cuore dell’esperienza immaginata da Cube of Cube. Cohen: 1939 non vuole soltanto replicare il ritmo dei top-down shooter più feroci, ma inserirlo in un contesto storico e visivo molto definito, dove il sangue si mescola alla pioggia e la vendetta personale diventa il primo passo dentro una cospirazione più grande. La demo disponibile su Steam consente già di misurare la tensione della sua formula, mentre lo Steam Next Fest di giugno offrirà al titolo una vetrina più ampia prima del prossimo tratto della sua corsa criminale.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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