Dopo l’esplosione speculativa registrata durante gli anni della pandemia, il mercato giapponese delle carte del Pokémon Trading Card Game sta attraversando una fase di netta contrazione. Secondo un’inchiesta del quotidiano nipponico Daily Shincho, diversi negozi specializzati avrebbero chiuso negli ultimi mesi a causa della rapida discesa dei prezzi, segnale evidente dello sgonfiarsi della bolla che aveva caratterizzato il settore.
Nel periodo 2020-2023 le carte Pokémon avevano raggiunto valutazioni record, attirando non solo collezionisti e giocatori, ma anche investitori e scalper. L’aumento della domanda, unito alla percezione di scarsità, aveva trasformato alcune carte in veri e propri asset finanziari. Oggi, però, il mercato sembra aver cambiato direzione.
Valori ridimensionati e fine della corsa all’investimento
Un rivenditore di Tokyo intervistato dalla stampa locale ha spiegato che anche carte considerate tra le più prestigiose hanno subito un crollo significativo. La Lillie Full Art illustrata da Naoki Saito, ad esempio, sarebbe passata da una quotazione di circa 65.000 dollari a meno di 15.000.
Il fenomeno sarebbe stato accelerato dall’uscita dal mercato di numerosi “investitori Pokémon”, che vendendo in massa le proprie collezioni hanno aumentato l’offerta e ridotto la pressione sui prezzi. A questo si aggiunge il problema delle contraffazioni, sempre più sofisticate e difficili da distinguere dagli originali, che ha contribuito a raffreddare ulteriormente l’entusiasmo speculativo.
Un beneficio inatteso per i giocatori
Se per i negozi specializzati la situazione comporta inevitabili difficoltà, per chi gioca attivamente il TCG il nuovo scenario rappresenta un’opportunità. Secondo il rivenditore intervistato, carte rare che fino a poco tempo fa superavano i 300 dollari sarebbero ora acquistabili intorno ai 30, rendendo il gioco nuovamente accessibile ai bambini e ai giovani appassionati.
Anche le lunghe code davanti ai negozi nel giorno di lancio dei nuovi set si sarebbero ridotte, con le carte tornate disponibili sugli scaffali dei comuni negozi di giocattoli. Il fenomeno speculativo, tuttavia, non è scomparso del tutto: l’attenzione degli scalper si starebbe spostando verso altri prodotti, come gli adesivi “3D” Bonbon Drop, recentemente finiti al centro di una nuova corsa all’accaparramento.
Il raffreddamento del mercato delle carte Pokémon potrebbe dunque segnare un ritorno all’essenza del Pokémon: un gioco pensato per essere giocato e collezionato per passione, più che per investimento.
Fonti consultate: Automaton West.





