Massive Monster e Devolver Digital hanno pubblicato Cult of the Lamb: Woolhaven, nuova espansione di ampio respiro per il loro cult simulator da milioni di copie vendute. Il contenuto aggiuntivo introduce una nuova area montana legata al richiamo di una divinità perduta e spinge i giocatori a ricostruire un insediamento caduto, riaccendendo l’inverno come elemento narrativo e sistemico per riportare alla luce la verità sui “lambs” caduti. Il viaggio si muove tra rivelazioni sul passato e una minaccia che cresce a ogni passo, con l’idea di trasformare la sopravvivenza in una scelta morale oltre che gestionale.
Woolhaven propone un arco completo e ricco di meccaniche, mantenendo intatto il tono ambiguo e seducente dell’opera originale: la cura del proprio culto resta il cuore pulsante dell’esperienza, ma ora è chiamata a misurarsi con un contesto più duro, dove la protezione dei seguaci non è soltanto una questione di fede e disciplina, bensì di resistenza fisica a un clima ostile.
Una montagna da riconquistare tra gelo, fame e memorie sepolte
Il fulcro dell’espansione è la ricostruzione della cittadina di Woolhaven e la riconquista della montagna, necessarie per ripristinare il potere di Yngya, divinità dimenticata legata al popolo degli agnelli. L’ambientazione invernale non è semplice cornice, ma pressione costante: bufere di neve e temperature rigide minacciano la stabilità del culto, imponendo nuove strutture e soluzioni per evitare congelamento e carestia, con una gestione delle risorse che diventa più aspra e, di conseguenza, più significativa.
L’espansione promette anche di approfondire la storia della stirpe degli agnelli, riportando “anime perdute” verso una casa spirituale e ricomponendo un passato che si pensava ormai irrecuperabile. È un ritorno alle origini che, però, non concede conforto: ogni passo verso la redenzione sembra avere un costo, e la montagna stessa pare reagire alle azioni del giocatore, come se la memoria del mondo fosse una materia viva e rancorosa.
Allevamento, cavalcature e nuovi dungeon sotto il segno del Rot
Tra le novità di Cult of the Lamb: Woolhaven spicca l’introduzione del ranching nella base del culto, con la possibilità di allevare animali rari capaci di fornire lana e calore, e persino carne nei momenti più disperati. La dimensione gestionale si intreccia così con un nuovo equilibrio tra prosperità e necessità, mentre l’idea di addomesticare e cavalcare creature maestose aggiunge un ulteriore tassello alla quotidianità del culto, rendendola più varia e stratificata.
Sul fronte action, l’espansione conduce in un reame battuto dalle tempeste, popolato da creature corrotte dal Rot che si annida sotto la neve. Il percorso si sviluppa attraverso due dungeon inediti di grandi dimensioni, dove gli echi del passato non sembrano disposti a lasciar andare i propri peccati. Il sottotesto è chiaro: ogni anima salvata può anche “contaminare” ulteriormente la montagna, mettendo in discussione l’idea stessa di salvezza e lasciando aperta una domanda scomoda sul prezzo della redenzione.
Cult of the Lamb: Woolhaven è disponibile ora su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC.






