La deduzione sociale cambia forma in Demon Bluff, nuovo progetto sviluppato da UmiArt e pubblicato da offbrand games, già legata a titoli come Aethermancer e Rivals of Aether II. La demo ufficiale è disponibile su Steam e offre un primo assaggio di un’esperienza pensata per portare le tensioni tipiche dei giochi di bluff e identità nascoste dentro una struttura in singolo, con uscita completa prevista nel 2026 su PC.
Il punto di partenza è semplice solo in apparenza: il giocatore deve esaminare gli indizi forniti dalle carte abitante per capire chi stia dicendo la verità e chi sia invece un demone sotto mentite spoglie. Una scelta corretta permette di purificare il villaggio, mentre un errore può chiudere la partita e costringere a una nuova run. Il dettaglio più insidioso, però, è che alcune carte mentono apertamente, trasformando ogni informazione in una possibile trappola logica.
Un villaggio di carte dove la verità non è mai garantita
La demo di Demon Bluff include oltre 40 carte abitante, skin sbloccabili e più modalità di gioco, introducendo una struttura pensata per moltiplicare le variabili a ogni partita. Il fascino del sistema nasce dal modo in cui il giocatore deve interpretare dichiarazioni, ruoli e contraddizioni, cercando di individuare le figure maligne prima che la situazione degeneri. Non si tratta soltanto di riconoscere chi mente, ma di capire quando una bugia può essere prevista, manipolata o usata a proprio vantaggio.
Rispetto ai precedenti playtest, la demo introduce anche due nuovi personaggi. Il Lycanthrope è un Good Outcast che non mente e può travestirsi da abitante casuale non presente in gioco, ma solo se viene rivelato entro le prime quattro carte. In caso contrario cala la notte e il personaggio si trasforma nel Werewolf, un Evil Minion capace di camuffarsi, mentire al giocatore e infliggere danni se una seconda notte arriva dopo la rivelazione di altre carte. È una dinamica che aggiunge pressione temporale e rende più delicata la gestione delle priorità.
Le reliquie cambiano le regole di ogni run
Un’altra novità importante è rappresentata dalle reliquie, oggetti passivi che modificano le condizioni del villaggio all’inizio di ogni round. La Grave Flame, per esempio, fa perdere salute quando vengono rivelate le ultime quattro carte, mentre il Severed Horn impone al personaggio nella prima posizione di dire sempre la verità. Sono modificatori pensati per alterare la lettura del tavolo e costringere a rivedere strategie che in altre condizioni sembrerebbero sicure.
Nella modalità Endless, una reliquia casuale diversa si attiva a ogni round, mentre nella modalità Deckbuilding il giocatore sceglie una nuova reliquia ogni due villaggi circa. La demo ne include nove, con altre previste per la versione completa. Questa impostazione aggiunge un ulteriore livello di deduzione, perché non basta più valutare le singole carte: bisogna anche considerare come la reliquia attiva stia deformando le regole dell’intero villaggio.
L’uscita della demo porta inoltre un importante aggiornamento dell’interfaccia, con una nuova veste grafica per l’HUD di gioco. In vista dello Steam Next Fest, Demon Bluff si presenta quindi come un esperimento curioso nel campo della deduzione sociale, capace di concentrare bluff, ruoli nascosti e lettura degli indizi in un formato pensato per il singolo giocatore. La domanda, a ogni carta rivelata, resta la stessa: chi sta dicendo la verità, e chi ha soltanto imparato a mentire meglio?






