La Prima Guerra Mondiale non viene raccontata spesso dal punto di vista più lento, fangoso e logorante della sopravvivenza quotidiana in trincea. Dig In, debutto dello studio islandese Vitar Games, prova invece a partire proprio da lì: non dalla carica eroica o dalla grande avanzata, ma dal lavoro sporco, continuo e disperato di chi deve scavare, fortificare, nutrire i soldati e tenere una linea che può crollare sotto il peso dell’artiglieria, della stanchezza e della paura. Il gioco è previsto in accesso anticipato su PC tramite Steam nel terzo trimestre del 2026.
Ambientato nel settembre 1914, quando la guerra di movimento lascia spazio allo stallo del fronte, Dig In si presenta come un tactical colony sim dedicato alla guerra di trincea. Il giocatore assume il comando di un settore del fronte e deve modellare il campo di battaglia scavando reti di trincee, costruendo ripari, organizzando le difese e mantenendo in vita uomini che, fino a pochi mesi prima, erano panettieri, contadini, fattorini o capisquadra. La domanda posta dal gioco è diretta e tutt’altro che retorica: si sarà il pastore dei propri soldati o il loro macellaio?
Scavare, fortificare e sopravvivere sotto il fuoco
In Dig In, la pala vale quanto il fucile. Ogni trincea scavata modifica il fronte, ogni rifugio costruito può salvare una squadra, ogni linea di filo spinato nel No Man’s Land può incanalare l’avanzata nemica verso un punto di fuoco preparato in anticipo. La costruzione della rete difensiva diventa quindi il cuore dell’esperienza: non si tratta soltanto di piazzare strutture, ma di leggere il terreno, anticipare gli attacchi e trasformare un settore vulnerabile in una posizione capace di resistere.
Il campo di battaglia sarà completamente distruttibile, con l’artiglieria pronta a modificare il terreno e a compromettere anche le difese meglio pianificate. Il giocatore potrà raccogliere e recuperare materiali dall’ambiente, abbattere alberi, smantellare infrastrutture civili e riutilizzare ciò che resta per rinforzare la propria posizione. Questa dimensione di sopravvivenza materiale dà al gioco un tono più crudo rispetto a molti strategici bellici: la vittoria non coincide necessariamente con l’avanzata, ma con la capacità di restare in piedi un giorno in più.
Morale, rifornimenti e il peso del comando
La gestione delle truppe sarà una componente centrale. In Dig In, i soldati dovranno essere nutriti, riparati, organizzati in turni e protetti dalla fatica, perché il morale sarà una risorsa decisiva quanto munizioni e materiali. Tenere alto lo spirito degli uomini significherà bilanciare ordini, riposo, rifornimenti e richieste dell’Alto Comando, in una tensione continua tra ciò che serve alla linea e ciò che resta umano dentro la macchina della guerra.
Il gioco permetterà di comandare forze di diverse nazioni, tra cui Francia, Gran Bretagna, Austria-Ungheria, Russia e Germania Imperiale, con altre fazioni previste durante l’accesso anticipato. Gli scontri tattici si svolgeranno in tempo reale e chiederanno di adattarsi al caos del fronte, scegliendo se mantenere con metodo la posizione o ordinare l’assalto oltre il parapetto. Quando arriverà il momento di fischiare la carica, ogni scelta precedente peserà sul destino degli uomini mandati verso il fuoco nemico.
La componente strategica sarà affiancata dal supporto completo alle mod, pensato per ampliare nel tempo scenari, regole e possibilità di personalizzazione. Vitar Games, studio boutique con sede a Reykjavík e composto da veterani dell’industria e nuovi sviluppatori, punta con Dig In a costruire un’esperienza bellica più concentrata sulla pressione del comando che sulla spettacolarità della conquista. La guerra, qui, non è una corsa verso la gloria: è fango, rifornimenti, paura, turni di guardia e trincee da allungare prima che il prossimo bombardamento cancelli tutto.






