Un’isola avvolta dalla nebbia, un parente scomparso e un passato turistico ormai ridotto a tracce silenziose: Dimhaven: The Lost Source arriverà su PC a giugno 2026, proponendo una nuova avventura in prima persona costruita attorno a esplorazione, mistero e risoluzione di enigmi. Il progetto nasce dal team dietro Quern: Undying Thoughts e mette i giocatori nei panni di Emily Ravenstone, chiamata a raggiungere Dimhaven per indagare sulla sparizione dello zio.
L’indagine, però, rappresenta soltanto l’inizio di un percorso più ampio. Dimhaven: The Lost Source combina puzzle, dialoghi, sfide opzionali e ricerca di indizi, con una struttura pensata per far emergere gradualmente la verità attraverso luoghi, documenti, oggetti e dettagli ambientali. L’isola non appare come semplice scenario, ma come un archivio visivo da interpretare, dove ogni stanza abbandonata e ogni paesaggio naturale possono custodire una parte del racconto.
Un’isola europea sospesa tra nostalgia e inquietudine
L’ambientazione di Dimhaven: The Lost Source punta su un’estetica definita dagli sviluppatori come realistica e rétro, ispirata ad architetture, atmosfere e soluzioni di design europee. L’isola era un tempo una località turistica vivace, ma ora appare quasi completamente abbandonata e isolata, trasformata in un luogo dove la nostalgia convive con una sensazione costante di estraneità. Siti turistici deserti, interni dimenticati e paesaggi naturali inquieti compongono un mondo familiare e misterioso allo stesso tempo.
Questa scelta visiva sembra pensata per rafforzare la componente investigativa dell’avventura. L’assenza di vita, gli spazi rimasti sospesi e i frammenti di un passato non del tutto spiegato diventano strumenti narrativi, invitando il giocatore a osservare con attenzione ciò che lo circonda. In un titolo fondato sull’esplorazione in prima persona, la credibilità degli ambienti e la loro capacità di suggerire domande sono elementi centrali, soprattutto quando il mistero deve crescere senza ricorrere a spiegazioni troppo dirette.
Camera, taccuino e rompicapi interconnessi
Il gameplay di Dimhaven: The Lost Source ruoterà attorno a enigmi complessi e interconnessi, meccanismi nascosti e indizi da ricostruire progressivamente. Emily potrà utilizzare una macchina fotografica e un taccuino come strumenti fondamentali dell’indagine, catturando dettagli importanti, annotando scoperte e mantenendo traccia delle informazioni raccolte. L’obiettivo è spingere il giocatore a ragionare sugli elementi trovati, invece di limitarsi a seguire una sequenza lineare di obiettivi.
Blue Brain Games, realtà slovacca nota per la serie The House of Da Vinci, e Zadbox Entertainment, studio legato a Quern: Undying Thoughts, portano nel progetto esperienze diverse ma affini nella costruzione di avventure rompicapo atmosferiche. Il primo ha consolidato negli anni un percorso legato a enigmi, storia e immaginazione, mentre il secondo ha trovato riconoscimento proprio attraverso un approccio sofisticato al puzzle design e al worldbuilding. Dimhaven: The Lost Source sembra collocarsi in questa continuità, cercando di unire investigazione, ambienti densi e rompicapi gratificanti in un mistero dal passo lento e avvolgente.




