Byte Barrel ha presentato il secondo trailer di Dioxide durante il Future Games Show della Gamescom 2026. Il filmato conduce per la prima volta all’interno della chiesa già intravista nel video d’annuncio, mostrando nuove sequenze di gioco e ulteriori scorci della metropoli distopica costruita dallo studio polacco. L’FPS tattico con elementi ispirati ai soulslike rimane in sviluppo per PC e arriverà su Steam, ma non dispone ancora di una finestra di pubblicazione.
La storia segue un individuo considerato poco più di un ricambio economico all’interno di una società governata da una Corporazione onnipresente. Il ritrovamento del modulo amministratore Core-ID gli conferisce però la capacità di tornare in vita, trasformandolo immediatamente nel principale bersaglio del sistema. Questa anomalia potrebbe diventare l’unico strumento disponibile per interrompere il ciclo produttivo, opporsi all’autorità e costruire un santuario nascosto per ciò che resta dell’umanità.
Una città progettata per consumare i suoi abitanti
La metropoli di Dioxide è suddivisa in settori che riflettono i diversi livelli della macchina corporativa. Le zone produttive sono soffocate dalla fuliggine, il sottosuolo è contaminato da sostanze tossiche e i quartieri riservati alle classi privilegiate vengono protetti da una sorveglianza capillare. Ogni distretto introduce minacce differenti, ma custodisce anche risorse indispensabili per migliorare l’equipaggiamento e sostenere la comunità raccolta nel rifugio.
A presidiare questo ambiente si trovano esecutori dall’estetica neo-antica, prodotti in serie per mantenere l’ordine ed eliminare chiunque venga classificato come elemento ostile. Il combattimento dovrebbe richiedere attenzione alla gestione delle risorse e alla preparazione dell’arsenale, evitando di ridurre ogni incontro a una semplice prova di riflessi. Le armi da fuoco potranno infatti essere modificate attraverso un sistema di accessori modulari, così da adattarne comportamento e funzioni alle necessità delle diverse aree.
Il santuario trasforma la sopravvivenza in un compromesso
Accanto agli scontri, Byte Barrel sta sviluppando un sistema dedicato alla costruzione e alla gestione del santuario. Il rifugio fungerà sia da base operativa sia da centro della progressione a lungo termine, raccogliendo i superstiti sottratti al controllo della Corporazione. Le risorse recuperate durante le spedizioni non serviranno quindi soltanto a potenziare il protagonista, ma dovranno essere distribuite tenendo conto delle necessità dell’intera comunità.
Da questa scarsità nasceranno anche decisioni morali: proteggere i rifugiati potrebbe rallentare la crescita personale, mentre sfruttarli permetterebbe di accumulare rapidamente maggiore potere. Sul piano visivo, Dioxide conserva lo stile da fumetto intriso di sangue già associato a Byte Barrel e alla serie Forgive Me Father, trasferendolo in una distopia tridimensionale dominata da petrolio, ruggine e architetture oppressive. Il contrasto tra la brutalità dell’azione e la fragilità del santuario promette così di diventare il vero centro dell’esperienza.


