Dive or Die: Children of Rain porta l’orrore lovecraftiano sott’acqua il 21 luglio

Il mare non è più un confine, ma l’ultima condanna di un mondo ormai sommerso. Dive or Die: Children of Rain, roguelite 2D a tema lovecraftiano sviluppato da Drop Rate Studio e pubblicato da Dear Villagers, debutterà il 21 luglio 2026 su PC tramite Steam ed Epic Games Store. La data è stata annunciata in occasione del Midsummer Night’s Scream e dell’AG French Direct, insieme a un nuovo trailer di gameplay che mostra più da vicino il ciclo di sopravvivenza, esplorazione e gestione alla base del gioco.

La premessa racconta un pianeta devastato da anni di inquietante “Pioggia Nera”, fenomeno che ha inghiottito quasi ogni terra emersa lasciando pochi superstiti a resistere sugli ultimi frammenti abitabili. A decidere il destino dell’umanità è il Rainmaker, una divinità eldritch che concede un’ultima possibilità: recuperare entro quaranta giorni i suoi idoli sacri nascosti nelle profondità dell’Abyssal Pool, oppure assistere all’estinzione definitiva durante il Diluvio finale.

Un accampamento fragile sopra un abisso ostile

Il cuore di Dive or Die: Children of Rain si divide tra la superficie e le profondità. Sopra, il giocatore dovrà guidare un accampamento di sopravvissuti, ricostruire infrastrutture, assegnare ruoli essenziali e migliorare l’equipaggiamento da immersione. Ogni scelta sarà legata a un equilibrio difficile: garantire la sopravvivenza immediata del gruppo oppure investire risorse nella preparazione delle spedizioni successive, sapendo che il tempo concesso dal Rainmaker continua a diminuire.

Questa dimensione gestionale introduce un senso di pressione costante, perché l’accampamento non è un rifugio stabile, ma una linea sottile tra resistenza e collasso. I superstiti dipendono dalle risorse recuperate durante le immersioni, mentre ogni potenziamento può aumentare le possibilità di tornare vivi dall’abisso. La superficie diventa quindi il luogo della pianificazione e delle rinunce, dove una decisione apparentemente prudente può rallentare la missione e una scelta troppo audace può lasciare il gruppo senza margini per resistere.

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Ogni immersione è una scommessa contro ossigeno, ferite e follia

Sotto la superficie, Dive or Die: Children of Rain cambia ritmo e diventa una discesa nel pericolo. L’Abyssal Pool custodisce risorse indispensabili e gli idoli richiesti dalla divinità, ma ogni spedizione mette in gioco ossigeno limitato, danni fisici e una follia crescente, alimentata da orrori che si muovono nell’oscurità. L’esplorazione richiede quindi prudenza, efficienza e capacità di capire quando proseguire e quando tornare indietro prima che l’abisso si richiuda.

Il nuovo trailer lascia intuire un’esperienza costruita sul rischio calcolato, dove il recupero di materiali e segreti si intreccia con la necessità di sopravvivere abbastanza a lungo da riportarli in superficie. Il formato roguelite sembra adattarsi bene a questa impostazione, trasformando ogni immersione in una prova diversa e ogni ritorno al campo in una possibilità di riorganizzare le speranze residue dell’umanità. Una demo è già disponibile su Steam per chi vuole provare in anticipo la struttura del gioco.

Drop Rate Studio, studio indipendente francese fondato da due ex producer dell’industria, torna così dopo Wantless con un progetto fedele alla propria idea di giochi impegnativi e capaci di premiare il coinvolgimento del giocatore. Con Dive or Die: Children of Rain, il team sposta la sfida in un mondo annegato, dove ogni giorno perso avvicina il Diluvio finale e ogni immersione può essere l’ultima occasione per strappare un futuro al buio.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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