Il gioco di carte collezionabili ha visto maghi, mostri, astronavi, divinità e guerrieri di ogni tipo. Divorced Dad Rock sceglie invece un fronte decisamente meno epico e molto più imbarazzante: quello del frontman segnato dalla vita, dalla birra tiepida, dai concerti nei locali sbagliati e da un bagaglio emotivo che può diventare arma tattica. Il nuovo progetto di Lootin Studios è stato annunciato per PC tramite Steam, dove è già disponibile una demo, e si presenta come un trading card game tattico costruito attorno a una satira molto precisa del rock da crisi di mezza età.
L’idea è tanto assurda quanto leggibile: il giocatore non interpreta un mago mitologico o un comandante futuristico, ma un Frontman impegnato a contendersi il Main Stage. Per vincere bisogna ridurre a zero l’Ego dell’avversario, gestendo il proprio Volume, chiamando in campo i Bandmates, equipaggiando Gear e giocando carte Baggage coperte nel Backstage. Ogni termine prende un concetto familiare dei giochi di carte e lo riscrive con linguaggio da sala prove, tournée fallita e psicodramma post-divorzio. Il risultato punta a essere un TCG competitivo, ma con una personalità comica volutamente sguaiata.
Volume, Ego e bagagli emotivi da usare in battaglia
Il sistema di risorse di Divorced Dad Rock ruota attorno al Volume, che cresce di turno in turno fino al valore massimo di 11. Il riferimento è evidente: se il rock deve andare “oltre il massimo”, anche la curva delle risorse deve adeguarsi. Il Volume permette di giocare carte, attivare abilità e usare la Signature Move del proprio Frontman, una capacità ricorrente pensata per cambiare il ritmo della partita nei momenti chiave. L’Ego, invece, funziona come indicatore vitale: quando arriva a zero, il concerto finisce, la band crolla e la sconfitta diventa inevitabile.
La parte più caratteristica è però il Baggage, cioè il bagaglio emotivo trasformato in meccanica da trappola. Queste carte vengono giocate coperte nell’area Backstage e possono interrompere il piano avversario nel momento meno comodo, punendo attacchi troppo aggressivi o mosse prevedibili. Accanto a esse ci sono Gear, Riffs, Bandmates e Venue, con questi ultimi pensati come luoghi capaci di modificare le regole della partita per entrambi i giocatori. Un locale sudicio, una sala più ripulita o un palco particolarmente instabile possono diventare elementi decisivi quanto una carta giocata al momento giusto.
Sottogeneri rock e modalità storia
I mazzi saranno costruiti attorno a diversi sottogeneri musicali, ognuno con una propria identità tattica. I Post-Grunge Grunters usano il “Discount Bin”, equivalente del cimitero, come risorsa aggiuntiva, accettando anche di danneggiarsi pur di trascinare giù l’avversario. I Radio Rockers puntano invece su cori enormi, presenza scenica e potenziamenti di gruppo, mentre i Nu-Metal Agitators scelgono una linea più aggressiva e autodistruttiva. Gli Acoustic Regrets rappresentano il lato più logorante e malinconico, con strategie orientate a rallentare la partita e svuotare progressivamente le risorse dell’altro giocatore.
Il gioco includerà anche una modalità storia single player, costruita come un tour attraverso vari locali e crisi personali. Conquistando nuove venue, il giocatore potrà sbloccare Frontman dotati di Signature Move differenti e ottenere nuove carte da portare nel deckbuilder. È una struttura utile per dare ritmo alla progressione e per trasformare il tema musicale in qualcosa di più ampio di una semplice cornice estetica. Ogni palco diventa un campo di battaglia, ogni band un ecosistema instabile, ogni carta un pezzo di identità rock deformata dalla commedia.
La forza di Divorced Dad Rock sta nel modo in cui prova a fondere profondità tattica e parodia senza separare le due componenti. Non basta incollare battute su un gioco di carte: serve che l’intero sistema parli la lingua del suo immaginario, dal Volume che arriva a 11 all’Ego da distruggere, dai compagni di band alle trappole emotive nascoste dietro le quinte. Se Lootin Studios riuscirà a mantenere questo equilibrio, il risultato potrebbe essere uno dei TCG indie più strani della stagione: ruvido, rumoroso e abbastanza consapevole da trasformare una pessima serata al pub in una partita da ricordare.




