Nel panorama indie continuano ad affacciarsi esperienze cooperative che puntano tutto sul caos condiviso, ma Drunkslop: Pub Crawl COOP sceglie una premessa particolarmente esplicita: qui l’ubriachezza non è un contorno comico, bensì la vera condizione di sopravvivenza. Il gioco, sviluppato e pubblicato da Gin & Tonic, è attualmente in arrivo su PC tramite Steam e si presenta come un’avventura action cooperativa in prima persona costruita attorno a una lunga notte di bevute, missioni improvvisate e decisioni sempre più discutibili.
L’idea alla base del progetto è semplice ma abbastanza riconoscibile da definire subito il tono. I giocatori devono racimolare denaro, bere senza fermarsi, affrontare eventi casuali e cercare di non far crollare il proprio livello di ebbrezza. In Drunkslop: Pub Crawl COOP, infatti, lasciar scendere troppo il “Drunk Meter” equivale sostanzialmente a mandare all’aria la partita: restare sobri non è un vantaggio, ma una condanna. Da qui nasce una formula che prova a mischiare progressione da party game, gestione dello stato del personaggio e una comicità volutamente sguaiata.
Una cooperativa dove il disastro è parte della strategia
Il fulcro dell’esperienza è la cooperativa tra amici. Il gruppo deve affrontare una notte di festa completando incarichi casuali, aiutandosi a vicenda e cercando di uscire vivo da situazioni sempre più assurde. Il sistema promette quest, mini-eventi e incontri bizzarri, tutti pensati per alimentare un ritmo imprevedibile in cui ogni sessione dovrebbe svilupparsi in modo diverso. Non si tratta quindi soltanto di bere e andare avanti, ma di mantenere in piedi la squadra mentre tutto intorno degenera progressivamente.
A rendere più interessante la struttura c’è il sistema di stato del personaggio, che lega direttamente il livello di intossicazione a eventi, missioni e percezione della realtà. Più si beve, più ciò che appare a schermo può diventare ambiguo: visioni alterate, effetti inattesi e situazioni ai limiti dell’allucinazione entrano così nel flusso della partita come parte integrante del design. Drunkslop: Pub Crawl COOP sembra voler giocare molto su questa incertezza continua, trasformando ogni bicchiere in una possibile risorsa, ma anche in una nuova fonte di caos ingestibile.
Cocktail sperimentali, soldi da raccogliere e notti sempre diverse
Un altro pilastro del gioco è la possibilità di guadagnare denaro per acquistare nuovi drink e continuare la serata. Le attività secondarie e le missioni random servono proprio a questo: accumulare abbastanza soldi per alimentare il party e tenere alto il livello di follia condivisa. La logica, del resto, è chiarissima: migliore è il bottino, maggiori saranno anche le possibilità di spingere la partita verso esiti ancora più estremi, tra strategie improvvisate, trovate scriteriate e tentativi di restare in piedi abbastanza a lungo da vedere che cosa accadrà dopo.
Su questa base si innesta anche il sistema di sperimentazione dei cocktail, che promette effetti combinati spesso imprevedibili. Mischiare bevande diverse può aiutare il gruppo, alterare pesantemente la partita oppure innescare conseguenze apertamente assurde. È qui che Drunkslop: Pub Crawl COOP sembra cercare la propria personalità più marcata: non soltanto una serie di eventi comici in prima persona, ma una notte proceduralmente instabile in cui ogni scelta può cambiare tono, difficoltà e percezione dell’esperienza. Per Gin & Tonic, studio nato dall’idea di ricreare il divertimento di una serata tra amici senza postumi reali, il progetto rappresenta una dichiarazione d’intenti abbastanza netta: offrire un party game online dove il disordine non è l’eccezione, ma l’intero sistema.






