Un villaggio inghiottito dall’acqua, un ragazzo scomparso e una sorella che continua a cercarlo anche quando tutto sembra ormai perduto. Echoes of Mora è disponibile su PC tramite Steam, segnando il debutto dello studio berlinese Selkies Interactive. L’avventura narrativa conduce il giocatore tra strade sommerse, abitazioni abbandonate e oggetti lasciati indietro dagli abitanti, trasformando l’esplorazione subacquea in un’indagine su ciò che è accaduto prima che il paese sparisse sotto la superficie.
Il progetto era già passato sulle pagine di Gamezilla con un approfondimento dedicato alla storia e ai viaggi nel tempo, ma la versione completa chiarisce quanto il rapporto con Mora sia centrale nell’intera esperienza. Suo fratello è scomparso vicino a un misterioso lago viola e, pochi giorni più tardi, il villaggio è stato sommerso. Chi esplora quelle rovine può però raggiungere il passato attraverso gli Echoes e comunicare direttamente con la ragazza, fornendole informazioni capaci di cambiare le sue decisioni e il destino delle persone che ama.
Gli Echoes aprono finestre sui giorni prima dell’alluvione
I portali temporali non sono immediatamente accessibili. Per attivarli bisogna cercarne i frammenti nascosti nel paesaggio sommerso, talvolta risolvendo piccoli enigmi o scandagliando zone poco evidenti. Una volta completato un Echo, il villaggio torna temporaneamente alla vita com’era prima della catastrofe: le case recuperano i propri abitanti, le voci riempiono nuovamente gli ambienti e nuovi dettagli permettono di ricostruire la sequenza degli eventi che ha condotto alla scomparsa del fratello di Mora.
In quei momenti Mora è l’unica persona capace di vedere il giocatore. È possibile rispondere alle sue domande, indicarle elementi importanti e condividere le informazioni recuperate nel futuro, trasformando l’investigazione in una conversazione attraverso due linee temporali. Il riferimento dichiarato a esperienze come Life is Strange emerge proprio nel peso attribuito alle scelte e alle conseguenze, un territorio recentemente tornato al centro dell’attenzione anche con Life is Strange: Reunion, capitolo conclusivo della storia di Max e Chloe.
Un mistero senza timer né minacce
Echoes of Mora rinuncia deliberatamente a combattimenti, inseguimenti e limiti di tempo. Il villaggio può essere esplorato con calma, cercando oggetti, passaggi nascosti e soprattutto le Traces, frammenti di memoria che consentono di ascoltare momenti della vita precedente all’alluvione. Alcuni sono direttamente collegati alla vicenda principale, altri raccontano invece la quotidianità degli abitanti e permettono di comprendere meglio la comunità che esisteva prima della tragedia.
L’impostazione avvicina il titolo alla tradizione delle avventure narrative ambientali rappresentata da opere come What Remains of Edith Finch, il cui studio Giant Sparrow continua a esplorare forme di racconto non convenzionali con Heron. Selkies Interactive utilizza però l’acqua e la distanza temporale per costruire una propria identità: ciò che resta sul fondo non serve soltanto a raccontare il passato, perché ogni scoperta può essere riportata indietro nel tempo e diventare parte attiva della ricerca di Mora. Il villaggio sommerso è quindi contemporaneamente una rovina da comprendere e un luogo che, attraverso gli Echoes, può ancora essere raggiunto prima che tutto vada perduto.


