Un osservatorio isolato sopra il deserto dell’Arizona, nessun tecnico ad attendere il nuovo astronomo e un telescopio che, prima o poi, comincia a muoversi da solo. Eigenstate arriverà entro la fine del 2026 su PC tramite Steam, segnando l’esordio commerciale dello sviluppatore solista Chris Pepe con l’etichetta Shady Trail. Una demo gratuita sarà pubblicata a settembre, prima della partecipazione allo Steam Next Fest in programma dal 19 al 26 ottobre.
Il giocatore raggiungerà il Cerro Seco National Observatory, struttura scientifica abbandonata e parzialmente priva di energia, per riprendere una ricerca interrotta in circostanze misteriose. Le notti saranno dedicate all’osservazione del cielo, mentre le ore successive permetteranno di esplorare a piedi il complesso, riattivare sistemi, installare nuovi strumenti e aprire edifici inizialmente inaccessibili. Ogni miglioramento renderà più nitide le stelle e le anomalie, ma avvicinerà anche l’astronomo alla stessa scoperta che potrebbe aver provocato la scomparsa del personale.
Osservare il cielo richiede precisione, energia e memoria
Il telescopio dovrà essere orientato manualmente verso gli oggetti celesti e mantenuto stabile durante l’acquisizione dei dati. L’operazione non si limiterà a selezionare un bersaglio e attendere: movimenti imprecisi potranno compromettere la rilevazione, mentre energia e spazio di archiviazione imporranno limiti severi a ogni sessione notturna. Alcuni fenomeni introdurranno inoltre interferenze capaci di alterare i comandi, invertirli o fornire indicazioni volutamente ingannevoli.
Le osservazioni grezze dovranno essere analizzate attraverso attività legate all’elaborazione dei segnali. Spettri visibili, infrarossi e ultravioletti richiederanno procedure differenti, dalla ricerca di un picco all’interno di una finestra mobile all’inseguimento di segnali instabili o all’allineamento di bande su serie di dati. Il catalogo comprenderà oltre 850 oggetti appartenenti a più di venti categorie, tra stelle della sequenza principale, pulsar e nubi molecolari, insieme a fenomeni esotici destinati ad apparire soltanto per brevi periodi.
Ogni potenziamento rende l’anomalia più vicina
I dati raccolti consentiranno di rimettere in funzione il complesso e installare strumenti capaci di rilevare sorgenti più deboli o regioni del cielo prima irraggiungibili. La progressione scientifica coincide però con l’avanzamento della minaccia: sui server iniziano ad accumularsi informazioni senza origine, i sistemi interferiscono tra loro e il telescopio sembra reagire a qualcosa che si trova oltre il suo campo visivo. Più l’attrezzatura diventa precisa, più appare evidente che l’oggetto osservato non sia passivo.
Il titolo richiama il concetto quantistico di eigenstate, lo stato determinato nel quale un sistema viene forzato da una misurazione. In Eigenstate, tuttavia, l’atto di misurare non produce soltanto una risposta: attira l’attenzione di ciò che viene studiato. Ripristinare computer e accedere alle strutture chiuse permetterà nel frattempo di ricostruire il destino degli scienziati scomparsi, trasformando la normale crescita di un simulatore gestionale nella causa stessa dell’orrore. Ogni nuova lente prometterà una visione migliore del cosmo, ma anche una possibilità in meno di fingere che il cosmo non stia guardando indietro.
