Orbis è una mente aliena grande quanto un pianeta e il suo imminente risveglio potrebbe dare origine a qualcosa di impossibile da controllare. Studio Lifeforms ha presentato Etre durante lo spettacolo Find Your Next Game della Gamescom 2026, mostrando per la prima volta il metroidvania fantascientifico in terza persona sviluppato e pubblicato dal piccolo team di Los Angeles. Il gioco è in lavorazione per PC tramite Steam, ma non dispone ancora di una finestra di uscita.
L’avventura segue Xyle, attirato all’interno di Orbis mentre cerca Atel, l’amore perduto, e tenta di comprendere quale forma assumerà la nuova intelligenza prossima al risveglio. Il viaggio alterna architetture luminose, rompicapi spaziali e combattimenti, inserendoli in una visione del futuro profondo ispirata ai fumetti europei di fantascienza degli anni Settanta e Ottanta e, in particolare, alle opere di Jean “Mœbius” Giraud. L’odissea cosmica si intreccia così con una storia sentimentale segnata dalla paura di entrare in contatto con una coscienza troppo vasta per essere compresa.
Un labirinto di luce abitato da macchine viventi
L’interno di Orbis forma un mondo interconnesso suddiviso in biomi distinti, con aree inizialmente inaccessibili che possono essere raggiunte acquisendo nuove capacità. Xyle è in grado di analizzare organismi, strutture e macchinari per accumulare conoscenze, ricostruire informazioni perdute e individuare funzioni nascoste nell’ambiente. Le scoperte permettono di ottenere armi e potenziamenti, aprire passaggi precedentemente irraggiungibili e affrontare da nuove prospettive luoghi già attraversati.
Fra le presenze che popolano la mente planetaria compare Angel Tech, una rete di macchine viventi compromessa da una corruzione capace di generare forme ostili di Geometria Vivente. I combattimenti fluidi si affiancano all’osservazione dello scenario e alla risoluzione dei rompicapi, senza separare nettamente azione ed esplorazione. Ogni incontro contribuisce infatti a chiarire il funzionamento di Orbis e ad avvicinare Xyle alla decisione più importante del viaggio: stabilire che cosa dovrà diventare l’intelligenza che sta prendendo coscienza.
Lo Spazio Mentale cambia il modo di esplorare Orbis
Alcune misteriose macchine consentono di collegarsi a un ulteriore livello dimensionale chiamato Spazio Mentale. In questa parte della coscienza aliena Xyle può volare liberamente, osservare Orbis da una prospettiva differente e raggiungere segreti nascosti oltre i limiti dell’esplorazione tradizionale. Il passaggio fra i due piani amplia la struttura del mondo e trasforma la mente del pianeta in qualcosa da attraversare sia fisicamente sia attraverso le connessioni che ne regolano pensieri, ricordi e trasformazioni.
Studio Lifeforms è composto dai soli Damjan Jovanovic e Lidija Kljakovic, artisti e progettisti le cui precedenti opere digitali sono state esposte in gallerie e installazioni internazionali. Jovanovic concentra il proprio lavoro sul rapporto fra gioco, spazio e costruzione dei mondi, mentre Kljakovic unisce videogiochi, moda, progettazione procedurale e creazione di forme di vita digitali. Etre rappresenta il loro primo progetto commerciale e trasferisce questa esperienza artistica in un universo dove l’aspetto visivo non funziona come semplice ornamento, ma diventa il linguaggio attraverso cui interpretare una mente sul punto di aprire gli occhi.


