Una scintilla di pensiero, una caverna dell’ignoranza e una scalata verso l’illuminazione fatta esclusivamente di flipper, rimbalzi e cadute rovinose. Fallosophy è disponibile su PC tramite Steam, segnando il debutto dello studio indipendente irlandese Reliable Plumbing Services. Gamezilla aveva già seguito l’annuncio del progetto, che fonde il linguaggio del flipper con quello dei precision platformer verticali: niente corsa, salti o movimento tradizionale del personaggio, ma soltanto due pulsanti e un intero mondo di palette, lanciatori, respingenti e altri meccanismi da imparare a controllare attraverso la fisica.
Il giocatore guida una solitaria scintilla di pensiero fuori dalla propria caverna, attraversando quattro mondi ispirati a differenti epoche e tradizioni della filosofia occidentale. L’intera avventura si sviluppa lungo una struttura verticale continua, nella quale ogni errore può cancellare minuti di progressi e costringere a riconquistare terreno perso. Il sistema richiede di comprendere inerzia, posizionamento e tempismo, fino a padroneggiare tecniche tipiche del flipper come il cradling e gli edge flip. La versione completa aggiunge inoltre il doppiaggio integrale della storia, dando finalmente voce al misterioso Re Filosofo che accompagna il protagonista verso una forma di illuminazione sempre meno rassicurante.
Due pulsanti, nessuna rete di sicurezza
La semplicità dei controlli nasconde un sistema costruito per punire qualsiasi errore di valutazione. Fallosophy non offre comode reti di sicurezza e una traiettoria sbagliata può trasformarsi in una lunga caduta attraverso sezioni già superate. Imparare a recuperare una situazione compromessa diventa quindi importante quanto eseguire perfettamente una sequenza di rimbalzi. È una filosofia di design vicina a quella dei platform più severi, dove il fallimento non rappresenta una deviazione dal percorso ma parte integrante del processo di apprendimento. Flipping is Hard ha recentemente esplorato una simile ossessione per il movimento ridotto all’essenziale, pur costruendo la propria sfida attorno a meccaniche completamente differenti.
A complicare ulteriormente la scalata interviene il Re Filosofo, voce che inizialmente sembra offrire semplicemente consigli e indicazioni. Proseguendo, però, le sue riflessioni su conoscenza, libertà e obbedienza diventano sempre più difficili da separare dal controllo che tenta di esercitare sul protagonista. Il gioco utilizza così la propria struttura punitiva anche come parte del racconto, trasformando l’idea stessa di “salire” in qualcosa che riguarda tanto l’abilità del giocatore quanto il rapporto con chi sostiene di conoscerne la destinazione migliore.
La cooperativa locale divide perfino il controllo del flipper
L’altra aggiunta importante è la modalità cooperativa locale per due giocatori. Invece di limitarsi a mettere due personaggi sullo stesso schermo, Fallosophy divide letteralmente il controllo del mondo: un partecipante gestisce una parte delle palette e dei meccanismi, mentre l’altro controlla quella complementare. Nessuno dei due può quindi completare la scalata autonomamente, trasformando il sistema a due pulsanti in un esercizio di coordinazione che può mettere rapidamente alla prova anche amicizie molto solide.
La componente sonora segue un principio altrettanto insolito, con musica ed effetti generati proceduralmente e adattati al singolo giocatore, mentre il mondo in pixel art trasforma le diverse ere del pensiero in ambientazioni fisiche decadenti e surreali. Chi vuole provare l’esperienza prima di affrontare l’intera ascensione può utilizzare la demo su Steam, aggiornata con doppiaggio e cooperativa locale, mantenendo poi i progressi nella versione completa. Come altri platform recenti che hanno costruito la propria identità attorno alla fisica più che a un repertorio tradizionale di abilità, Fallosophy parte da una regola semplicissima e la porta fino alle conseguenze più crudeli: due pulsanti bastano, purché si sia disposti ad accettare che un singolo errore possa rimandare l’illuminazione parecchio più in basso.


