Il confine tra picchiaduro e immaginario anime si fa ancora più sottile con l’arrivo di Kenshiro in Fatal Fury: City of the Wolves. SNK ha annunciato che il protagonista di Hokuto no Ken, noto in Occidente come Fist of the North Star, entrerà nel roster del gioco come 6º combattente aggiuntivo del Season Pass 2, con debutto fissato per giugno. La rivelazione è avvenuta nel corso di AnimeJapan 2026, uno degli appuntamenti più importanti per l’industria dell’animazione giapponese.
L’ingresso di Kenshiro si inserisce in una tabella di marcia già delineata per i prossimi mesi: prima arriverà Krauser ad aprile, poi toccherà a un personaggio ancora misterioso a maggio, mentre a giugno sarà il turno del successore dell’Hokuto Shinken. È una scelta che rafforza ulteriormente il profilo di Fatal Fury: City of the Wolves, uscito il 24 aprile 2025 come primo nuovo capitolo della serie dopo ben 26 anni, e da allora sostenuto con contenuti aggiuntivi e aggiornamenti pensati per ampliare progressivamente il suo impianto competitivo.
Il pugno della stella del nord scende su South Town
L’idea di vedere Kenshiro all’interno di South Town possiede un richiamo immediato, perché mette in contatto due immaginari che, pur appartenendo a contesti diversi, condividono una forte centralità del combattimento spettacolare e della figura del guerriero carismatico. Creato da Buronson e Tetsuo Hara, Kenshiro è il solo successore dell’antica arte marziale Hokuto Shinken e uno dei personaggi più iconici del fumetto giapponese, simbolo di una narrazione post-apocalittica fatta di vendetta, giustizia e potenza devastante.
Proprio per questo, la sua integrazione nel sistema di gioco rappresenta uno degli aspetti più curiosi del crossover. Resta da capire in che modo SNK tradurrà nella grammatica di Fatal Fury: City of the Wolves la presenza scenica, la fisicità e il repertorio tecnico di un personaggio così riconoscibile, ma l’operazione ha già il peso di un evento simbolico. Più che un semplice ospite, Kenshiro sembra destinato a diventare un innesto capace di alterare l’atmosfera stessa del roster, aggiungendo al gioco una sfumatura ancora più marcata di cultura pop giapponese.
Un ritorno che continua a espandersi
La scelta di SNK conferma anche la volontà di sostenere nel lungo periodo il rilancio della storica saga. Debuttata nel 1991, la serie Fatal Fury è stata una delle protagoniste del grande boom dei picchiaduro negli anni Novanta, mentre Garou: Mark of the Wolves, pubblicato nel 1999, ha mantenuto nel tempo uno status quasi leggendario tra gli appassionati del genere. Con Fatal Fury: City of the Wolves, SNK ha raccolto quell’eredità cercando di aggiornarla per il pubblico contemporaneo, tra stile visivo dinamico, ritorni di personaggi storici e sistemi di combattimento rinnovati.
L’arrivo di Kenshiro va letto anche in questa prospettiva. Non solo come un’operazione celebrativa, ma come parte di una strategia precisa, volta a mantenere alta l’attenzione attorno a un titolo che ha trovato spazio sia presso i veterani della saga sia tra i giocatori in cerca di un nuovo grande nome nel panorama dei fighting game. Portare in scena un protagonista di Hokuto no Ken significa infatti aprire il gioco a una memoria collettiva che va oltre il solo pubblico dei picchiaduro, saldando il ritorno di Fatal Fury a uno dei miti più radicati dell’immaginario giapponese.




