Fra rette da incassare, attrezzature da installare e rivalità da risolvere a colpi di arti marziali, Fight School Simulator prepara l’apertura del proprio dojo su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Le versioni console saranno pubblicate il 3 settembre da Ultimate Games, che si è occupata anche delle conversioni, mentre il titolo dello studio turco Queen è già disponibile su Steam.
Il gioco unisce la gestione di una scuola alla partecipazione diretta agli scontri. Occorre attirare nuovi studenti, organizzare gli allenamenti, riscuotere le quote d’iscrizione e investire i ricavi nella crescita della struttura, senza limitarsi a osservare i combattimenti da una scrivania. Il maestro può infatti prendere parte ai tornei, affrontare le scuole rivali e intervenire personalmente nelle missioni ambientate per le strade della città.
La reputazione cresce insieme agli allievi
L’organizzazione del dojo comprende la scelta e la disposizione di attrezzi, decorazioni e aree dedicate alle diverse attività. Sfruttare correttamente lo spazio permette di accogliere più studenti e offrire loro percorsi di allenamento mirati, mentre l’espansione della scuola ne aumenta progressivamente la reputazione. La gestione economica rimane legata alle rette versate dagli iscritti, trasformando la qualità dell’addestramento nella principale fonte di sviluppo dell’attività.
Le tecniche del maestro vengono ampliate completando gli incarichi assegnati dal Grande Maestro e superando appositi minigiochi. Le mosse apprese possono essere trasmesse agli studenti, che vengono indirizzati verso specializzazioni differenti: alcuni privilegiano i calci, altri si concentrano sui pugni, mentre i combattenti più equilibrati cercano di combinare entrambi gli approcci. Equipaggiamento e programmi di allenamento consentono poi di rafforzarne ulteriormente le capacità.
Le rivalità escono dalla palestra
Quattro scuole concorrenti ostacolano la crescita del dojo attraverso incursioni e sfide dirette. Per contrastarle bisogna riunire gli allievi, difendere la propria sede e organizzare contrattacchi, alternando la forza a decisioni di carattere strategico e diplomatico. I tornei offrono un ulteriore terreno di confronto e permettono di misurare l’efficacia degli investimenti effettuati nella preparazione della squadra.
La vita del maestro non termina però con le dispute fra scuole. Le missioni secondarie conducono nelle zone della città controllate dalla mafia e dai ladri, chiedendo di proteggere gli abitanti e affrontare gli avversari attraverso il sistema di combattimento in prima persona. Fight School Simulator costruisce così la propria identità sull’alternanza fra amministrazione e azione: il dojo deve funzionare come attività, ma la sua reputazione continua a dipendere da ciò che il maestro riesce a dimostrare fuori dalle sue mura.
