Folk Hero estende il proprio viaggio sull’isola di Buyan con l’arrivo su PlayStation 4 e PlayStation 5 e con un ampio Visual Remaster destinato anche alle altre piattaforme. Chudo-Yudo Games e il publisher Targem Games hanno rielaborato diversi aspetti della presentazione del roguelite in pixel art, intervenendo su colori, scenari, effetti e interfaccia oltre che sul versante tecnico. La versione aggiornata è prevista anche su Nintendo Switch e PC tramite Steam.
Il gioco porta il folklore slavo all’interno di una struttura d’azione roguelite costruita attorno a spedizioni sempre diverse. Leshy, Domovoy, Rusalka e altre creature che sembravano appartenere soltanto alle leggende hanno cominciato a manifestarsi, mentre animali scompaiono dalle foreste e una misteriosa isola appare all’orizzonte. Il viaggio verso Buyan nasce dalla necessità di scoprire l’origine di questi fenomeni, attraversando ambienti generati proceduralmente e affrontando creature mitologiche con una sola vita a disposizione.
Buyan cambia volto con il Visual Remaster
L’aggiornamento rivede innanzitutto la resa cromatica di Folk Hero, introducendo filtri differenti per le singole scene e intervenendo su alcune delle aree più riconoscibili, compresa la spiaggia iniziale. Il lavoro ha coinvolto anche diversi punti d’interesse disseminati negli scenari, gli sprite dei personaggi, gli effetti visivi e l’interfaccia, con l’obiettivo di rendere più coerente e definita la pixel art senza modificare l’impostazione originale del gioco.
Il Visual Remaster comprende inoltre ottimizzazioni tecniche e correzioni di diversi problemi emersi nelle versioni precedenti. L’esordio sulle console Sony diventa quindi anche l’occasione per uniformare l’esperienza tra le varie piattaforme, portando gli stessi interventi visivi su Steam, Nintendo Switch e PlayStation. Per Targem Games si tratta di un altro progetto indipendente affiancato a produzioni molto differenti tra loro, come il survival gestionale Underchoice.
Una spedizione tra creature e leggende slave
Sul piano del gioco, Folk Hero rimane costruito su combattimenti che alternano attacchi rapidi e pesanti, mosse speciali, scatti, blocchi e parate. Armi, artefatti, classi e rune elementali possono essere combinati per sviluppare configurazioni differenti, mentre ogni nemico richiede di studiarne movimenti e comportamenti. Le spedizioni attraversano la Foresta misteriosa, la Palude, la Landa desolata e il Castello di Koschei, con la generazione procedurale che modifica struttura e incontri a ogni nuovo tentativo.
La morte interrompe la spedizione, ma alcuni punti accumulati sull’isola possono essere conservati per migliorare nuovi eroi e capacità nelle partite successive. È possibile inoltre sfruttare gli scontri tra gli stessi avversari, spingendoli ad attaccarsi a vicenda per preservare risorse preziose. Un’impostazione piuttosto diversa da quella del puzzle d’azione The Way of the Tray, altro titolo pubblicato da Targem Games, ma accomunata dalla volontà di costruire il mondo di gioco attorno a un patrimonio folkloristico ben riconoscibile. Nel caso di Folk Hero, il nuovo trattamento visivo punta proprio a rendere più incisivo quel viaggio tra fiabe slave, mostri e spedizioni destinate spesso a finire molto prima del previsto.


