Ventisei progetti, altrettante identità e uno sguardo compatto su una scena indipendente che continua a muoversi tra produzioni ambiziose, esperimenti di nicchia e riletture personali dei generi più frequentati. Il GameSpain Direct Summer 2026 ha raccolto sul canale YouTube Best Indie Games una nuova selezione di videogiochi realizzati in Spagna, offrendo spazio tanto alle opere prossime al debutto quanto ai titoli ancora impegnati nelle rispettive fasi di sviluppo.
L’iniziativa è promossa dalla Spanish Videogame Developers Association, conosciuta come DEV, e affida la conduzione a ClemmyGames, creatore di contenuti specializzato nella ricerca di produzioni indipendenti. Ogni progetto viene introdotto attraverso un trailer sintetico, accompagnato da brevi interventi degli sviluppatori per chiarirne meccaniche, ambizioni e direzione creativa. Parallelamente allo showcase, DEV ha organizzato anche un evento su Steam dedicato a gran parte dei giochi comparsi nelle diverse edizioni del GameSpain Direct.
Spade, flauti e mondi da attraversare
Ad aprire la selezione è Astra Noctis di SoloGGStudio, avventura 2.5D che combina combattimenti soulslike, struttura metroidvania ed esplorazione laterale. Il sistema di battaglia guarda alle origini del filone, privilegiando lettura degli avversari, gestione delle distanze e uso ragionato delle capacità, mentre gli scenari moderni e stratificati promettono aree inizialmente irraggiungibili da aprire attraverso nuovi poteri. Su coordinate completamente differenti si muove Fugaz di Spheanix, horror psicologico nel quale un flauto rappresenta l’unico strumento a disposizione. Le melodie servono a risolvere enigmi e ricomporre la natura di un luogo sempre più soffocante, prima che l’oscurità diventi impossibile da contenere.
Il dungeon torna in una veste più giocosa con Snekromancy di Final Screw, variazione necromantica sul classico gioco del serpente. Il protagonista striscia attraverso labirinti, divora nemici e accumula tesori per evocare un esercito progressivamente più grande. L’esplorazione dei sotterranei assume invece una doppia funzione in Moonlighter 2: The Endless Vault di Digital Sun: il giocatore alterna incursioni in dimensioni ricche di bottino alla gestione del proprio negozio, migliorando armi, strumenti e rapporti con una comunità di naufraghi. Il seguito amplia così il contrasto tra l’avventuriero disposto a rischiare tutto e il mercante chiamato a trasformare ogni scoperta in una fonte di crescita.
L’area platform è rappresentata da Mojito Woody’s Rescue di GTZAStudio, colorata avventura tridimensionale con protagonista un gatto cubico. Mojito collabora con il gomitolo Lana per salvare il cane Woody dalle mire di un cetriolo malvagio, attraversando livelli aperti, percorsi lineari, sezioni 2.5D e sfide di parkour. L’indagine diventa invece una questione temporale in Just in Crime di Gomet Games, dove un cane detective e una gatta maga possono tornare indietro di pochi secondi per osservare la scena di un delitto prima che il crimine venga commesso.
A completare questo primo gruppo c’è Runa di Fennec Studio, gioco di ruolo ispirato ai classici giapponesi. Combattimenti a turni, legami sociali e una ricca ambientazione science fantasy convivono con enigmi elementali, costruzione della base e attività secondarie come pesca, cucina e coltivazione. L’intento è recuperare il respiro delle avventure tradizionali senza rinunciare a sistemi moderni e a una progressione più aperta.
Thank you SO MUCH to everyone who participated in the #GameSpainDirect Summer edition 🎉
And remember you can check all the games on the Steam Sales Event- https://t.co/D7mxLbm9Zh pic.twitter.com/bjfvHPaWc7
— GameSpain (@GameSpain_EN) June 17, 2026
Rivolte, villaggi e spettacoli senza pietà
La commedia fisica di Elders K.O. di Eufonia Studio porta fino a otto anziani all’interno di minigiochi caotici in prima persona. Oggetti assurdi, armi improbabili e scontri ravvicinati trasformano ogni partita in una competizione costruita più sull’imprevedibilità che sulla disciplina. Ben più severo è il mondo di Prelude Dark Pain di Quickfire Games, gioco di ruolo tattico nel quale il fabbro Soren guida una rivolta contro l’Ordine della Crociata Cinerea. La guerra ha devastato il continente e ogni decisione sul campo deve tenere conto tanto della posizione delle unità quanto del peso politico della ribellione.
La costruzione torna al centro con Spiritstead di Turbo Dog Games. Il giocatore fonda un villaggio in una terra magica, si prende cura degli abitanti e scopre spiriti nascosti capaci di assistere la comunità. Edifici, percorsi e decorazioni accompagnano una crescita orientata alla serenità più che alla pressione economica. Detour di A La Fresca Studio sostituisce invece le fondamenta con un vecchio camion, affidando l’esplorazione di strade rurali a un viaggio fantascientifico fatto di risorse limitate, potenziamenti e deviazioni. Dietro la quiete del paesaggio si nasconde un mondo governato silenziosamente da un’intelligenza artificiale.
Essere osservati diventa una condanna in GodsTV di Melbot, roguelite d’azione costruito come uno spettacolo televisivo divino. Il protagonista combatte, spara e abbatte avversari per conquistare visualizzazioni, fama e l’approvazione di divinità interessate soprattutto agli ascolti. La morte riporta dietro le quinte, dove è possibile rafforzarsi prima della successiva esibizione. The 9th Dragon di FrameOver conduce invece nella città murata di Kowloon degli anni Ottanta, attraversandone il sottobosco criminale attraverso combattimenti tattici e scelte ramificate. Ogni decisione può modificare il destino dei quartieri e delle persone coinvolte.
La dimensione più apertamente surreale appartiene a Stuff to Do di RexCorp. Tre sviluppatori sono scomparsi all’interno del gioco che stavano realizzando e anche il giocatore finisce intrappolato nello stesso spazio. L’indagine combina enigmi e orrore psicologico, richiamando l’immaginario di David Lynch e Harlan Ellison attraverso ordini apparentemente banali, fratture della realtà e una discesa in un labirinto digitale dal quale non sembra esistere una via d’uscita immediata.
Robot, alieni e abissi che non restituiscono nessuno
L’estetica dei giochi elettronici portatili degli anni Novanta diventa il linguaggio visivo di Future Knight, sviluppato da Studio Koba e Aeternum Game Studios. Lo shoot ’em up bidimensionale permette di alternare un eroe robotico e il suo tumore benigno senziente, sfruttandone le capacità complementari per fermare un culto e impedire la cancellazione della memoria umana. Il protagonista dispone soltanto di otto ore e deve attraversare una Tokyo retrofuturistica, affrontare boss grotteschi e spostarsi nei cieli attraverso la Future Board.
Anche Blow-Up: Avenge Humanity di Half Sunk Games e Llibert GameDev affida il destino della specie a una macchina. L’ultimo essere umano riprogramma un robot industriale per trasformarlo in un’arma contro gli alieni responsabili della distruzione della Terra. Il risultato è uno sparatutto in prima persona rapido e aggressivo, costruito come una campagna solitaria nella quale mobilità e potenza di fuoco sostengono una vendetta su scala planetaria.
L’oscurità assume una forma più contemplativa in Unreturning di cursedcat. Nessuno è mai riuscito a raggiungere la fine dell’abisso, ma la certezza che qualcosa si nasconda sul fondo continua ad attirare nuovi esploratori. L’avventura mescola orrore e fantasy oscuro, attribuendo al viaggio un’importanza superiore rispetto alla destinazione. Il tono cambia completamente in Bottled by Bears di monoii studio, gestionale rilassante incentrato su una famiglia di orsi, una fattoria di miele e la scoperta di api rare. Campi fioriti, vasetti da riempire e ampliamenti progressivi costruiscono un ciclo incrementale volutamente rassicurante.
L’arte dell’improvvisazione alimenta Smokey Mike di Medium Energy, avventura grafica ambientata nella scena comica di Buenos Aires intorno al 2010. Paco sogna di preparare cinque minuti perfetti per un provino capace di cambiargli la vita, ma talento e preparazione non bastano: occorre fallire, reagire, osservare il pubblico e trovare gradualmente una voce personale. Dopaminer di Comboi concentra invece la propria esperienza in una breve e intensa attività mineraria incrementale. Rocce da distruggere, gemme, manufatti e nuove capacità alimentano una progressione rapida, nella quale l’albero delle abilità rende ogni discesa più produttiva della precedente.
Colonie fragili, regine addormentate e flipper da combattimento
La sopravvivenza di un’intera comunità è il fulcro di Colony Break di Artical Software. L’umanità approda su un pianeta incontaminato ma pericoloso e deve costruirvi una colonia stabile. Gli abitanti costituiscono al tempo stesso la principale risorsa e il rischio maggiore, perché rapporti personali, conflitti e bisogni possono compromettere il delicato equilibrio dell’insediamento. La fantascienza gestionale lascia spazio al metroidvania con Aeterna Lucis, seguito di Aeterna Noctis sviluppato da Aeternum Game Studios. Combattimenti rapidi, mappa interconnessa, segreti e sfide facoltative accompagnano la Regina della Luce in un mondo minacciato dal collasso dell’esistenza.
Una maestà di tutt’altro genere riposa al centro di Don’t Wake the Queen di Ceiling Games. Il compito è proteggere il sonno di Sua Miciosità attraverso un tower defense incrementale potenzialmente infinito. Guerrieri da schierare, percorsi da costruire e potenziamenti continui consentono di perfezionare una difesa sempre più elaborata, purché il caos non finisca per disturbare la sovrana. La cura assume invece un significato spirituale in Spirit Talk di Tortita Studio, visual novel dedicata a Julia, giovane strega capace di comunicare con gli spiriti. Pozioni, conversazioni e piccoli problemi quotidiani si intrecciano mentre la protagonista aiuta vivi e defunti a trovare pace.
Il mondo dello spettacolo torna in una veste minacciosa con The Zibbo Show di Tessera Studios. Dadi, scommesse e combinazioni determinano la permanenza del concorrente all’interno di un programma televisivo nel quale la sconfitta sembra nascondere conseguenze ben più gravi della semplice eliminazione. Runix: Pinball Roguelike di Meteor Forge chiude idealmente la selezione trasformando il flipper tridimensionale in un campo di battaglia. Il giocatore costruisce un mazzo di sfere, colpisce mostri attraverso combinazioni sempre più elaborate e raccoglie artefatti capaci di generare sinergie, con l’obiettivo di ripristinare l’antico Ordine del Flipper e scalare le classifiche.
La forza del GameSpain Direct Summer 2026 risiede soprattutto nella difficoltà di ricondurre la selezione a un’unica tendenza. La produzione spagnola passa con naturalezza dall’horror psicologico al gestionale rilassante, dal gioco di ruolo tattico allo sparatutto frenetico, mostrando una varietà che riguarda tanto le dimensioni dei team quanto il linguaggio scelto. Alcuni progetti puntano su mondi estesi e sistemi articolati; altri concentrano tutto su un’idea precisa, immediatamente comprensibile e abbastanza singolare da sostenere da sola l’intera esperienza.
Il formato stagionale del GameSpain Direct offre a queste produzioni un contesto comune senza cancellarne le differenze. Trailer brevi, interviste e presenza su Steam permettono agli studi di raggiungere un pubblico internazionale in una fase decisiva dello sviluppo, quando una dimostrazione chiara dell’identità può contare quanto la notorietà del marchio. Dalle profondità di Unreturning ai campi fioriti di Bottled by Bears, le ventisei opere dello showcase compongono così un ritratto vivace dell’indipendenza spagnola: irregolare, curiosa e poco interessata a seguire una sola strada.




