La costruzione narrativa di Silent Hill f è passata anche attraverso un’intensa attività di lettura. Durante una conferenza tenuta al CEDEC 2026, il producer della serie Motoi Okamoto ha raccontato che all’interno di Konami i componenti del gruppo responsabile dello scenario si incoraggiavano reciprocamente a leggere tra cento e duecento libri ogni anno, così da ampliare il proprio bagaglio culturale e sviluppare una maggiore capacità di analisi delle opere.
L’intervento, intitolato “The Art of Producing Silent Hill”, ha approfondito diversi aspetti della lavorazione di Silent Hill 2 e del più recente Silent Hill f. Okamoto si è soffermato soprattutto sull’importanza dell’“input” nella creazione di videogiochi fortemente dipendenti dalla narrazione, sostenendo che un producer debba conoscere in maniera approfondita la produzione dello scrittore al quale intende affidare la sceneggiatura.
Congratulations Silent Hill f team! @NeoBards @KONAMI573ch #CEDEC2026 pic.twitter.com/TE6ui7bxdr
— Shuhei Yoshida (@yosp) July 23, 2026
Conoscere un autore prima di affidargli la storia
Secondo Okamoto, commissionare uno scenario richiede la lettura della maggior parte delle opere realizzate in precedenza dall’autore scelto. Non si tratterebbe soltanto di una forma di rispetto professionale, ma di un passaggio necessario per comprenderne lo stile, le caratteristiche ricorrenti, i punti di forza e le possibili debolezze. Anche uno scrittore affermato può infatti alternare lavori particolarmente riusciti ad altri meno convincenti, rendendo indispensabile una valutazione consapevole da parte di chi dirige il progetto.
Questo metodo ha avuto un ruolo importante nella scelta di Ryukishi07 per Silent Hill f. Conosciuto soprattutto per le visual novel delle serie Higurashi When They Cry e Umineko When They Cry, l’autore possedeva una lunga esperienza nella scrittura horror e, secondo il producer, una sensibilità compatibile con l’identità della saga Konami. Alla valutazione professionale si aggiungeva inoltre la conoscenza personale del suo lavoro da parte di Okamoto, che si è dichiarato un estimatore delle sue opere.
L’incontro tra Ryukishi07 e l’orrore di Silent Hill
L’ambientazione giapponese e il particolare rapporto tra bellezza e inquietudine hanno reso Silent Hill f uno degli episodi più distintivi della serie. La sceneggiatura di Ryukishi07 ha accompagnato il trasferimento dell’orrore nella cittadina immaginaria di Ebisugaoka, durante gli anni Sessanta, mantenendo temi come colpa, repressione e trasformazione psicologica pur allontanandosi dalla tradizionale ambientazione statunitense.
Le dichiarazioni emerse al CEDEC mostrano come Konami non abbia considerato il coinvolgimento dello scrittore una semplice collaborazione esterna. Conoscerne approfonditamente la bibliografia avrebbe permesso al gruppo di produzione di dialogare con maggiore consapevolezza, riconoscere le caratteristiche più adatte al progetto e intervenire quando necessario senza snaturarne la voce. La lettura sistematica diventava così uno strumento concreto di sviluppo, utile a valutare idee, riferimenti e soluzioni narrative prima della loro integrazione nel gioco.
Okamoto ha già chiarito che i prossimi capitoli di Silent Hill continueranno a sperimentare sia sul piano narrativo sia su quello del gameplay. Il metodo raccontato durante la conferenza suggerisce che la scelta degli eventuali nuovi autori sarà accompagnata dallo stesso lavoro preparatorio, con l’obiettivo di comprendere ciò che ciascuno può portare nella saga prima ancora dell’inizio della produzione.
Fonti consultate: Automaton West.
