Procedere verso nord sembra un’indicazione abbastanza semplice, almeno finché il sentiero non si divide tra foreste contorte, corridoi costruiti con enormi librerie e isole sospese nel cielo. È attraverso questi luoghi che Dara dovrà cercare il misterioso Dio dei Labirinti, seguendo una direzione apparentemente certa all’interno di un mondo progettato per farla smarrire. Go North è disponibile su PC tramite Steam e Xbox Series X|S, con una versione per Nintendo Switch prevista successivamente.
Dietro il progetto si trova Tade Ajiboye, autore nigeriano che ha sviluppato l’intera esperienza attraverso il proprio studio gazuntype. Il suo obiettivo non è punire chi imbocca la strada sbagliata, ma trasformare il disorientamento in una pausa contemplativa: non esistono cronometri da inseguire o nemici da abbattere, soltanto ambienti da osservare, antiche reliquie da comprendere e un desiderio che spinge Dara verso una divinità tutt’altro che facile da raggiungere. La struttura era già emersa nella demo presentata durante il Six One Indie Showcase, mentre la versione completa promette nuove sorprese disseminate lungo il cammino.
Il labirinto come luogo in cui rallentare
Ogni area è stata costruita dai cosiddetti Maze Makers per mettere alla prova la volontà di Dara e la sua capacità di interpretare ciò che la circonda. Il giocatore dovrà riconoscere punti di riferimento, studiare la conformazione degli spazi e risolvere rompicapi ambientali per individuare l’uscita situata a nord. Il viaggio attraversa boschi intricati, architetture impossibili e territori sospesi tra magia e tecnologia, senza però imporre un ritmo prestabilito: fermarsi, tornare sui propri passi e osservare da una prospettiva diversa fanno parte dell’esperienza.
Gli strumenti raccolti durante l’esplorazione permettono di leggere i labirinti con maggiore chiarezza. La Lunaboard, un antico manufatto modellato sull’aspetto di una falena, e una bolla levitante consentono di guadagnare quota e osservare dall’alto percorsi altrimenti nascosti. I Compassi d’Oro conducono invece verso segreti e contenuti sbloccabili, invitando a deviare dalla strada principale. Come accade in Naiad, il paesaggio non rappresenta soltanto lo sfondo del viaggio, ma diventa il principale strumento attraverso cui il gioco comunica emozioni, direzioni e possibilità.
Una passeggiata magica nata a Lagos
Dara potrà essere personalizzata con cappelli, sciarpe, occhiali, zaini e altri accessori recuperati nei diversi scenari. Questi oggetti non modificano le sue capacità, ma aggiungono una componente personale alla ricerca del Dio dei Labirinti e offrono ulteriori motivi per esplorare le aree meno evidenti. Dietro il desiderio della protagonista si nasconde inoltre un mistero più ampio: il viaggio potrebbe avere implicazioni differenti da quelle inizialmente immaginate, mentre le intenzioni della divinità restano ancora tutte da comprendere.
Tade Ajiboye ha realizzato Go North a Lagos dopo precedenti esperienze nel settore della realtà virtuale, tra cui il lavoro su Home VR. Il progetto riflette anche il crescente contributo dell’Africa occidentale al panorama videoludico internazionale, attraverso un’avventura profondamente personale che utilizza l’atto di camminare come risposta all’incertezza. Per Ajiboye, una buona passeggiata può offrire una forma particolare di serenità: Dara deve raggiungere il nord, ma nulla le impedisce di fermarsi, ascoltare il silenzio e accettare per qualche momento di non sapere esattamente dove si trovi.


