Graveyard Keeper 2 è disponibile: il cimitero diventa un esercito e una fabbrica di zombie

Sepellire i cadaveri è ancora parte del mestiere, ma in Graveyard Keeper 2 lasciarli sottoterra troppo a lungo rischia di essere uno spreco di manodopera. Il seguito del gestionale di Lazy Bear Games è disponibile su PC tramite Steam, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. La data del 22 settembre era stata annunciata durante il Future Games Show at Gamescom, insieme alle prime indicazioni sulla nuova scala raggiunta dal sistema gestionale.

Questa volta il protagonista ha assunto il ruolo di Grande Inquisitore e deve rimettere in piedi una città travolta dall’apocalisse zombie, difendendo contemporaneamente il Regno dalle orde dei non morti. Il metodo scelto rimane perfettamente coerente con l’etica imprenditoriale della serie: cuori, ossa, cervelli e pelle diventano risorse produttive, mentre i cadaveri possono essere trasformati in lavoratori oppure arruolati nell’esercito personale del custode. Chi aveva provato la recente demo pubblicata in occasione del tinyBuild Connect può inoltre trasferire i progressi nella versione completa.

Graveyard Keeper 2 è disponibile: il cimitero diventa un esercito e una fabbrica di zombie

Dalla gestione delle tombe alla ricostruzione della città

Il camposanto rimane il centro operativo di Graveyard Keeper 2, con sepolture, creazione di oggetti, miglioramento delle abilità, pesca, commercio e ampliamento delle strutture. L’automazione assume però un peso ancora maggiore: flora, fauna e resti umani servono a costruire macchinari capaci di sostenere la produzione, mentre i lavoratori zombie possono essere assegnati alle attività più ripetitive. Coltivazione e allevamento completano una catena economica nella quale quasi qualunque cosa raccolta, viva o morta, finisce per avere un impiego.

La città circostante allarga ulteriormente il raggio d’azione. Gli abitanti hanno bisogno di ricostruire case e attività dopo il disastro, offrendo al Grande Inquisitore una lunga serie di problemi da risolvere e, naturalmente, monetizzare. Una mappa cittadina facilita gli spostamenti fra le diverse zone, mentre la progressiva rinascita degli edifici procede parallelamente alla crescita dell’impresa funeraria. Anche quando apparentemente sta aiutando la popolazione, il protagonista continua quindi a ragionare secondo la logica che ha sempre distinto la serie: ogni emergenza può diventare un nuovo processo produttivo.

Graveyard Keeper 2 è disponibile: il cimitero diventa un esercito e una fabbrica di zombie

Gli zombie lavorano, ma vanno anche mandati in guerra

La novità più evidente riguarda il combattimento su scala più ampia. Nei panni del Grande Inquisitore è possibile organizzare un vero esercito di non morti, costruire torri e fortificazioni e produrre armi e armature con cui preparare truppe non esattamente brillanti alla difesa del Regno. Il paradosso è intenzionale: mentre una parte degli zombie minaccia la civiltà, altri vengono addestrati per eliminarli, quando non sono impegnati a mantenere operative le linee di produzione del cimitero.

Lazy Bear Games torna così alla formula che aveva caratterizzato il primo Graveyard Keeper, ma ne estende la satira del profitto ben oltre le mura del camposanto. Il curriculum dello studio comprende anche Punch Club, Swag and Sorcery e Bandle Tale: A League of Legends Story, ma è nella gestione economicamente discutibile dei defunti che il suo umorismo trova probabilmente la forma più riconoscibile. Nel seguito persino un’apocalisse zombie smette quindi di essere soltanto una catastrofe: con abbastanza automazione, pale e cinismo, può trasformarsi in una sorprendente opportunità di crescita.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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