Un’apocalisse zombie può distruggere il regno oppure fornire manodopera praticamente inesauribile. Durante il Future Games Show at Gamescom, tinyBuild e Lazy Bear Games hanno annunciato che Graveyard Keeper 2 uscirà il 22 settembre 2026 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam.
Il custode del cimitero ha assunto il ruolo di Grande Inquisitore e deve ora difendere il regno da un’invasione di non morti. I cadaveri affidati alle sue cure potranno essere sepolti soltanto per il tempo necessario a farli risorgere come servitori, trasformando il camposanto nella fonte di un esercito e di un sistema produttivo. Cuori, ossa, cervelli e pelle diventeranno risorse da recuperare e impiegare, perché persino la fine del mondo può rivelarsi un’attività redditizia quando ogni parte del corpo trova un compratore o una funzione.
Il camposanto diventa una catena di montaggio
La gestione del cimitero continuerà a comprendere costruzione, ampliamento e organizzazione degli spazi, ma l’automazione avrà un peso maggiore. Vegetazione, fauna e resti umani serviranno a realizzare macchinari capaci di svolgere parte del lavoro, mentre gli zombie potranno occuparsi delle mansioni più pesanti. Coltivazione, allevamento e produzione di cibo si aggiungeranno alle normali attività del custode, liberando tempo da dedicare alla crescita dell’impresa.
Anche la cittadina circostante dovrà essere ricostruita dopo l’invasione. Gli abitanti affideranno incarichi e problemi al Grande Inquisitore, che potrà aiutarli trasformando ogni necessità in una nuova occasione di guadagno. Pesca, commercio, creazione di oggetti e sviluppo delle abilità accompagneranno l’esplorazione di aree più vaste, collegate attraverso una mappa cittadina pensata per ridurre gli spostamenti fra cimitero, quartieri e zone produttive.
Il Grande Inquisitore porta i morti in battaglia
L’esercito zombie non verrà impiegato soltanto dietro le quinte. Il giocatore dovrà costruire torri e fortificazioni, forgiare armi e armature e preparare truppe non particolarmente brillanti ad affrontare le orde che minacciano il regno. La difesa della cittadina introdurrà quindi una componente militare nella struttura gestionale, portando il protagonista direttamente sul campo mentre i lavoratori non morti mantengono attive le linee produttive.
Personaggi grotteschi, incarichi moralmente discutibili e umorismo nero continueranno a sostenere l’identità della serie. Se il primo Graveyard Keeper trasformava la gestione dei defunti in una parodia del profitto medievale, il seguito allargherà lo stesso principio alla ricostruzione urbana e alla difesa del territorio. Davanti a un’invasione di zombie, il Grande Inquisitore non vedrà soltanto un pericolo: noterà immediatamente nuovi dipendenti, materiali da recuperare e una clientela che avrà presto bisogno di molte tombe.


