Ogni proiettile risparmiato potrà valere quanto quello andato a segno in Guns of Eschaton. Il nuovo trailer presentato alla gamescom da 4Divinity ed Eschatology Entertainment conferma che lo sparatutto in prima persona debutterà nel corso del 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam.
Il progetto vuole avvicinare l’immediatezza degli FPS alla struttura ragionata dei soulslike, costruendo scontri nei quali mira e velocità non saranno sufficienti. Pistole, fucili e munizioni prenderanno il posto delle tradizionali armi bianche, ma osservare gli avversari e comprenderne il comportamento resterà essenziale. Nel suo West ormai divorato dall’apocalisse, persino un treno demoniaco potrà occupare il posto normalmente riservato a un drago.
Prima di premere il grilletto bisogna capire il bersaglio
Gli scontri richiederanno di individuare debolezze, riconoscere le finestre d’attacco e scegliere con attenzione quando consumare le munizioni. Il Codex raccoglierà le informazioni ottenute sui nemici, mentre parate calcolate e poteri occulti offriranno alternative al semplice scambio di colpi. Ogni incontro dovrebbe così trasformarsi in un problema da studiare, nel quale sparare senza un piano rischierà di lasciare il pistolero con il tamburo vuoto nel momento peggiore.
La progressione permetterà di combinare numerose armi da fuoco con diversi tipi di proiettili, talismani, armature, consumabili e capacità attive o passive. Questi elementi serviranno a costruire configurazioni molto differenti, privilegiando per esempio la precisione, la resistenza oppure il ricorso alle arti occulte. Eschatology Entertainment non vuole imporre un unico modello di pistolero leggendario, lasciando che siano equipaggiamento e sinergie a determinare il modo di affrontare ciascun pericolo.
Il vecchio West brucia sotto un cielo occulto
La direzione artistica impostata da Viktor Antonov, autore che ha contribuito a definire l’identità visiva di Half-Life 2 e Dishonored, trasforma l’America di frontiera del XIX secolo in un territorio contaminato da religione, mitologia e orrore soprannaturale. Come emerge anche dall’ultima intervista di Viktor Antonov dedicata al progetto, architettura, personaggi e ambienti sono stati concepiti come parti dello stesso racconto, anziché come un semplice scenario per le sparatorie.
Rovine, incontri e dettagli ambientali riveleranno gradualmente che cosa abbia condannato la frontiera e quale ruolo spetti al protagonista nella sua sorte. Guns of Eschaton è stato progettato innanzitutto come esperienza in solitaria, ma l’intera avventura potrà essere attraversata anche in cooperativa con un alleato. La presenza di un compagno cambierà ritmo e strategie senza rimuovere la necessità di conoscere i nemici: alla fine del mondo, condividere il viaggio non renderà meno prezioso il prossimo colpo.


