Hideki Kamiya sarà ospite di Lucca Comics & Games 2026. Il game designer giapponese parteciperà alla manifestazione giovedì 29 e venerdì 30 ottobre, entrando nel programma dell’edizione dedicata al 60º anniversario del festival, in calendario da mercoledì 28 ottobre a domenica 1º novembre.
La presenza di Kamiya ha un peso particolare perché arriva in una fase di passaggio della sua carriera. Dopo gli anni in Capcom, Clover Studio e PlatinumGames, il director è oggi alla guida di Clovers, il nuovo studio con cui sta lavorando al seguito di Ōkami in collaborazione con Capcom. Non si tratta quindi soltanto dell’arrivo a Lucca di un nome storico del videogioco giapponese, ma di un autore che torna al centro della discussione proprio mentre riprende in mano una delle sue opere più riconoscibili.
Un autore cresciuto dentro stagioni diverse del videogioco giapponese
Il percorso di Kamiya attraversa alcune trasformazioni decisive dell’industria. In Capcom ha lavorato a Resident Evil 2, contribuendo a una delle stagioni più importanti del survival horror, per poi firmare Devil May Cry, titolo che ha inciso in modo netto sul linguaggio dell’action tridimensionale. Il suo lavoro non si è limitato a definire un sistema di combattimento più rapido e spettacolare, ma ha imposto un’idea di stile come parte integrante della meccanica.
Con Clover Studio, Kamiya ha poi mostrato un lato diverso della sua autorialità. Viewtiful Joe e soprattutto Ōkami hanno spostato l’attenzione su ritmo, immagine e identità visiva, dimostrando come un gioco potesse essere immediatamente riconoscibile non solo per ciò che faceva fare al giocatore, ma per il modo in cui costruiva il proprio mondo. Negli anni di PlatinumGames, quella ricerca è confluita in Bayonetta e The Wonderful 101, opere meno interessate alla prudenza produttiva e più vicine a un’idea di videogioco come coreografia, eccesso e controllo.
Lucca 60 e il ritorno di un’eredità ancora aperta
Il tema scelto per Lucca Comics & Games 2026 è “Legacy”, e in questo senso la presenza di Kamiya funziona meglio se letta non come semplice celebrazione nostalgica, ma come occasione per osservare cosa resta davvero di certe opere nel linguaggio contemporaneo. Devil May Cry ha lasciato una traccia evidente nell’action, Bayonetta ne ha esasperato precisione e teatralità, mentre Ōkami continua a essere ricordato come uno dei casi più limpidi di fusione tra direzione artistica e struttura ludica.
Il nuovo capitolo di Ōkami, sviluppato da Clovers con Capcom, rende questo ritorno ancora più significativo. Kamiya non arriva a Lucca soltanto per parlare di ciò che ha già fatto, ma anche per rappresentare una linea creativa che prova a rimettersi in movimento. Il tema era già emerso nel confronto sul nuovo studio, raccontato anche nell’approfondimento dedicato a Clovers e al ritorno di Ōkami, dove il progetto veniva letto come tentativo di recuperare libertà creativa senza rinunciare al dialogo con un grande publisher.
L’edizione 2026 di Lucca Comics & Games userà il proprio 60º anniversario per riflettere sull’eredità costruita in sei decenni di fumetto, gioco e cultura dell’immaginario. L’affiche sarà firmata da Claudio Castellini, figura storica del fumetto italiano e internazionale, in un’edizione che guarda al passaggio generazionale più che alla sola memoria del passato. In questo contesto, l’arrivo di Hideki Kamiya aggiunge una prospettiva videoludica precisa: quella di un autore che ha attraversato generi, studi e momenti produttivi diversi, lasciando dietro di sé non una formula da ripetere, ma un modo molto riconoscibile di intendere l’azione, il ritmo e l’identità di un gioco.






