Hideki Kamiya è tornato a parlare di Resident Evil in occasione del 30º anniversario della serie Capcom, con il consueto misto di affetto, ironia e distanza dall’horror puro. Il game designer, legato alla storia del franchise fin dalle origini e poi director di Resident Evil 2, si è congratulato con gli sviluppatori per il percorso compiuto dalla saga, chiedendo scherzosamente l’aggiunta di una modalità “non spaventosa”. Un’uscita in linea con il suo noto rapporto complicato con il genere horror, ma sufficiente a riaccendere le richieste dei fan per un suo eventuale ritorno sulla serie.
Il tema arriva in un momento in cui Resident Evil sta celebrando il proprio trentennale anche con iniziative fuori dallo schermo, confermando il peso culturale raggiunto dal marchio Capcom. Proprio per questo, diversi appassionati hanno chiesto a Kamiya di immaginare un nuovo capitolo dedicato a Leon Kennedy e Claire Redfield in età più matura, magari con nemici meno terrificanti. La risposta, però, è andata in una direzione molto diversa dal survival horror tradizionale.
La vita tranquilla di Leon Kennedy
Kamiya ha descritto per gioco un titolo in cui un Leon ormai in pensione trascorre le sue giornate in campagna pescando, raccogliendo verdure selvatiche, preparando il pane, portando a spasso il cane e curando l’orto. A questo si aggiungerebbero viaggi di 50 chilometri fino all’emporio più vicino, barbecue con vecchi amici, riparazioni al forno dell’anziana vicina e limonate fatte in casa da vendere alla festa locale. Più che un nuovo Resident Evil, insomma, una specie di simulatore di vita rilassato costruito attorno alla meritata quiete di uno dei personaggi più tormentati della saga.
Il paradosso ha funzionato proprio perché Leon è ormai associato a decenni di crisi biologiche, città infette, complotti e missioni senza respiro. Anche nei capitoli più recenti, il personaggio resta legato a un immaginario d’azione molto riconoscibile, come confermato dal ruolo avuto in Resident Evil Requiem e dalle discussioni sulla visuale più adatta alle sue sezioni. Vederlo alle prese con pane, ortaggi e vita di paese ha quindi trasformato una battuta in una fantasia collettiva immediatamente comprensibile.
Una battuta che i fan vorrebbero giocare
La reazione del pubblico è stata sorprendentemente favorevole. Molti utenti giapponesi hanno raccolto l’idea parlando di un possibile “Resident Evil Pokopia”, mentre altri hanno sottolineato quanto sarebbe piacevole vedere Leon godersi finalmente una vita pacifica dopo tutto ciò che ha attraversato. Kamiya, notando l’entusiasmo, ha poi rilanciato direttamente verso Capcom, scherzando sul fatto che molte persone sembrerebbero davvero interessate a un “Resident not-Evil” di questo tipo.
Naturalmente non esiste alcun progetto annunciato, né Capcom ha lasciato intendere di voler trasformare la battuta in un gioco reale. Resta però un piccolo caso curioso, capace di dire molto sia sull’affetto dei fan per Leon sia sulla figura di Kamiya, autore che continua a mantenere un rapporto vivace e spesso imprevedibile con il proprio passato creativo. Il suo nome è ancora legato a una stagione fondamentale della casa di Osaka, attraversata da lavori come Resident Evil 2, Devil May Cry e Ōkami, e anche una semplice provocazione online può trasformarsi in una piccola notizia capace di far sorridere chi segue la serie da trent’anni.
Fonti consultate: Automaton West.




