Il rapporto tra moda, cinema, videogiochi e intelligenza artificiale torna al centro della discussione con un nuovo progetto firmato Prada. Hideo Kojima e Nicolas Winding Refn compaiono in un cortometraggio generato con IA realizzato in occasione del prossimo evento Prada Mode, previsto a New York dal 3 al 7 giugno presso il Chelsea Hotel. Il filmato, della durata complessiva di circa sei minuti, è stato anticipato da un breve teaser pubblicato dal regista danese.
L’operazione coinvolge due figure molto riconoscibili per il pubblico videoludico e cinematografico. Kojima è il creatore di Metal Gear e Death Stranding, mentre Winding Refn, noto anche per Drive, ha prestato volto e presenza al personaggio di Heartman nella serie Death Stranding. Il corto li presenta come viaggiatori spaziali all’interno di un immaginario fantascientifico che guarda apertamente all’estetica dei film anni Cinquanta, tra astronavi, atmosfere rétro e un percorso che conduce idealmente fino al luogo dell’evento Prada.
✨See You in New York✨@Prada
With@Kojima_Hideo @kuhlandhan @camsugarmusic pic.twitter.com/HrClMNocqB— byNWR Official (@NicolasWR) May 26, 2026
Un esperimento visivo tra moda, fantascienza e nostalgia rétro
Il progetto nasce come collaborazione artistica legata a Prada Mode, format con cui la casa di moda costruisce eventi culturali e installazioni in varie città del mondo. In questo caso, la scelta di mettere al centro Kojima e Winding Refn punta su un dialogo tra linguaggi: l’autore videoludico, il regista cinematografico e il marchio di moda vengono inseriti in una cornice fantascientifica generata artificialmente, pensata come breve viaggio onirico nello spazio.
Winding Refn ha descritto il corto come il risultato di una lunga amicizia con Kojima e di una serie di ossessioni condivise, trasformate in una sorta di odissea spaziale. L’elemento più discusso resta però la natura stessa dell’opera, realizzata attraverso tecnologie di IA generativa. La scelta inserisce il progetto in un territorio già molto controverso, dove l’uso di immagini artificiali viene letto da una parte come sperimentazione formale e dall’altra come impoverimento del lavoro umano legato a regia, animazione, scenografia ed effetti visivi.
Il nodo dell’IA e la reazione del pubblico
La presenza di Kojima rende l’operazione ancora più osservata. L’autore giapponese ha più volte mostrato interesse verso cinema, linguaggi audiovisivi e nuove tecnologie, e da tempo si muove in una zona di confine tra videogioco, serialità e immaginario cinematografico. Proprio per questo, il suo coinvolgimento in un cortometraggio generato con IA sta facendo discutere: per alcuni è una prosecuzione coerente della sua curiosità verso strumenti emergenti, per altri appare come una scelta sorprendente e poco in linea con la cura artigianale normalmente associata alle sue opere.
La discussione non riguarda soltanto la qualità del teaser, ma anche il significato culturale di progetti simili quando vengono promossi da marchi di grande visibilità. L’IA generativa continua infatti a sollevare domande su autorialità, costi, sostituzione delle competenze creative e valore dell’immagine. In un contesto in cui molti artisti e professionisti dell’audiovisivo criticano l’uso di questi strumenti, un corto con due figure così influenti rischia inevitabilmente di diventare un caso simbolico.
Il cortometraggio per Prada Mode sembra quindi meno importante come racconto fantascientifico e molto più rilevante come segnale del momento attuale. Da una parte mostra come moda e intrattenimento stiano cercando nuove forme di spettacolarizzazione digitale; dall’altra conferma quanto l’IA sia ormai un terreno di scontro culturale, soprattutto quando coinvolge autori amati da comunità abituate a riconoscere il peso della visione personale. Tra nostalgia rétro, spazio profondo e immagini sintetiche, il viaggio di Kojima e Winding Refn finisce così per raccontare soprattutto l’incertezza di un’industria che non ha ancora deciso cosa voglia davvero fare della creatività artificiale.
Fonti consultate: Kotaku.




