High Times, una ciambella e poi ti blocco

Un ex che ricompare dopo mesi sostiene quasi sempre di aver “avuto bisogno di tempo”. Curiosamente, il tempo necessario coincide con il momento in cui noi abbiamo finalmente rimesso insieme autostima, piante sul balcone e password dei servizi condivisi. High Times parte proprio da quel genere di emergenza, aggiungendo ciambelle capaci di alterare l’umore e un locale nel quale i clienti ordinano glassa per poi rovesciare sul bancone metà della propria vita privata. Sviluppato e pubblicato da Yangyang Mobile, il titolo combina visual novel, appuntamenti e gestione leggera ed è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam. La prova si è svolta su PS5.

Il protagonista personalizzabile lavora come Mood Confectioner presso The Hotbox, una ciambelleria dove ogni ricetta può stimolare coraggio, serenità, entusiasmo o altre reazioni emotive. Bisogna ascoltare i clienti, interpretare ciò che nascondono dietro richieste vaghe e decidere quale dolce possa aiutarli. Naturalmente, le persone raramente dicono quello che vogliono davvero: chiedono calma quando desiderano vendetta, sostegno quando cercano approvazione e “solo un chiarimento” quando hanno già preparato un messaggio di diciassette paragrafi. La trovata funziona perché trasforma la preparazione dei donut in una scelta relazionale, non soltanto in una sequenza di ingredienti.

High Times, una ciambella e poi ti blocco

La terapia costa una ciambella

Le giornate alternano servizio, preparazione dei dolci, conversazioni e miglioramenti del locale. Le operazioni in cucina rimangono semplici e non pretendono di ricostruire la vita professionale di chi si alza alle quattro per impastare. Si selezionano ricette, effetti e decorazioni, cercando di servire il prodotto adatto alla persona giusta. Il vero impegno consiste nel ricordare problemi, caratteri e conseguenze delle scelte precedenti. Una ciambella che aumenta la sicurezza può aiutare qualcuno a prendere posizione oppure convincerlo a inviare un messaggio che sarebbe stato preferibile lasciare nelle bozze. Il gioco premia dunque l’attenzione ai dialoghi più della velocità con cui si completa un ordine.

La relazione tra cibo ed emozioni evita per buona parte dell’avventura di ridursi a un espediente grazioso. I donut influenzano comportamenti e finali, mentre le risposte date durante le conversazioni possono indirizzare i personaggi verso esiti differenti. Alcune soluzioni risultano prevedibili e il margine di ambiguità non è sempre ampio, ma l’idea conserva fascino perché obbliga a considerare il contesto. Coraggio, ottimismo e tranquillità non sono automaticamente positivi: somministrati alla persona sbagliata possono incoraggiare decisioni disastrose. Una lezione che sarebbe stato utile apprendere prima di sostenere certi uomini durante la loro fase “devo capire chi sono”.

High Times, una ciambella e poi ti blocco

Sei ex e nessuna uscita di sicurezza

Il centro emotivo di High Times è costituito da sei vecchie relazioni che tornano nella vita del protagonista con il tempismo impeccabile di chi sente odore di stabilità ritrovata. Ciascun personaggio porta con sé incomprensioni, responsabilità e questioni rimaste sospese, mentre il giocatore decide se tentare una riconciliazione, cercare una chiusura o confermare che la separazione fosse stata l’unica scelta davvero sensata. Il gioco evita di trattare ogni percorso come una gara per conquistare il partner e ammette che alcuni rapporti meritino comprensione, altri distanza e almeno uno probabilmente un cambio di numero.

Il cast comprende oltre trenta clienti, con identità, orientamenti e sensibilità differenti presentati con naturalezza. Le storie migliori affrontano aspettative familiari, insicurezze, affetti e cambiamenti personali senza trasformare ogni problema in una lezione confezionata. Il doppiaggio inglese completo, con interpreti come Nola Klop, LilyPichu e Johnny Yong Bosch, dà ritmo e sfumature alle conversazioni, specialmente nei momenti più vulnerabili. Mancano i sottotitoli italiani, dettaglio da segnalare perché gran parte dell’esperienza dipende dalla comprensione dei dialoghi, ma non abbastanza grave da trasformare la recensione in un’altra relazione terminata male.

High Times, una ciambella e poi ti blocco

Il locale cresce, la pazienza meno

Mance e progressione permettono di sbloccare ricette, strumenti e oltre cento decorazioni con cui trasformare The Hotbox. Personalizzare il negozio è piacevole e produce quella soddisfazione tipica dei cozy game: scegliere pareti, tavoli e luci diventa improvvisamente più importante della propria casa reale, dove la lampadina del corridoio resta fulminata da febbraio. Gli aggiornamenti incidono però poco sull’organizzazione del lavoro. Non ci sono filiere complesse, dipendenti da coordinare o vere decisioni economiche; le nuove attrezzature semplificano alcune azioni senza modificare sostanzialmente il servizio. Chi cerca una simulazione gestionale profonda troverà un’attività commerciale molto più interessata ai drammi dei clienti che al margine operativo.

La presentazione compensa parte di questa semplicità con un tratto da fumetto vivace e oltre settanta illustrazioni animate. Inquadrature dinamiche, colori saturi ed espressioni marcate rendono efficaci sia le battute sia i passaggi più intimi, mentre la colonna sonora alterna city pop, rock e lo-fi con una leggerezza adatta all’ambiente. Su PS5 il gioco funziona senza problemi e l’interfaccia resta ordinata, ma la struttura fatta di dialoghi, brevi turni e personalizzazione si presta bene anche alle console portatili. Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 appaiono destinazioni naturali per chi desidera gestire una crisi sentimentale durante un viaggio, attività meno faticosa che gestirla dal vivo.

La ripetizione emerge nelle sessioni più lunghe. Le ricette aumentano e gli ordini diventano leggermente più articolati, ma la preparazione continua a seguire passaggi simili e finisce per comportarsi come una pausa tra le scene narrative. Anche il ritmo rallenta quando diversi dialoghi si susseguono senza un’attività abbastanza consistente a separarli. Per chi ama le visual novel si tratta di un difetto contenuto; chi arriva soprattutto per il lato culinario potrebbe scoprire che il forno è stato assunto come comparsa. La componente sentimentale possiede maggiore varietà e conseguenze più interessanti, mentre la gestione resta un accompagnamento gradevole ma poco ambizioso.

High Times convince quando utilizza il cibo per parlare di conforto, errori e relazioni che non si aggiustano semplicemente scegliendo la risposta più romantica. Il cast ampio, le decisioni con conseguenze e il tono inclusivo sostengono una visual novel calorosa, capace anche di ricordare che la chiusura non coincide necessariamente con il ritorno di fiamma. Cucina e gestione perdono mordente col passare delle ore, ma The Hotbox rimane un luogo accogliente nel quale è piacevole ascoltare storie, arredare il locale e negare una seconda possibilità a chi ha già utilizzato male la prima. Del resto, il perdono è una scelta; la cronologia dei messaggi, invece, è una prova documentale.

High Times, una ciambella e poi ti blocco
High Times
In sintesi:
High Times unisce visual novel, relazioni sentimentali e gestione leggera attraverso ciambelle capaci di modificare emozioni e decisioni. I sei vecchi amori, gli oltre trenta clienti e i finali multipli danno sostanza alle conversazioni, sostenute da illustrazioni vivaci, scelte con conseguenze e una colonna sonora ben accordata al tono del locale. La preparazione dei donut diventa ripetitiva e la crescita di The Hotbox modifica poco il servizio, lasciando alla componente narrativa quasi tutto il peso dell’esperienza. Rimane un cozy game affettuoso e caustico quanto basta, consigliato a chi crede nelle seconde possibilità ma conserva comunque gli screenshot.
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Maria Milanesi

Maria Milanesi, classe 1984, è un’ottima combinazione di nostalgia e modernità nel mondo dei videogiochi. Cresciuta tra manga e fumetti, ha affinato le sue abilità videoludiche dai tempi dei mitici PC 286, passando attraverso una vasta gamma di console fino ad arrivare alle ultime novità del settore. Specialista in giochi strategici, visual novel e avventure, Maria è una vera esperta quando si tratta di decifrare enigmi complessi e affrontare sfide emozionanti, sempre con un tocco di passione otaku e un sorriso sul volto. Se c’è un joystick in giro, è probabile che Maria stia già cercando di dominarlo!

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