Scappare da un pianeta ostile dovrebbe rappresentare una vittoria. In Hostile Lands, invece, è anche il modo più sicuro per peggiorare la situazione di chi rimane indietro. Il bullet hell roguelite sviluppato da Perceiving Light ha lasciato l’accesso anticipato ed è ora disponibile nella versione 1.0 su PC tramite Steam, completando il proprio ciclo principale con l’intero roster di 36 personaggi, nuovi boss e ulteriori finali. La formula resta costruita attorno a combattimenti dall’alto molto rapidi, armi da raccogliere e una progressione nella quale mira, tempismo e capacità di leggere gli spazi contano più della ricerca dell’equipaggiamento perfetto.
La premessa è volutamente asciutta: un’astronave precipita su un pianeta remoto e gli abitanti non prendono bene l’arrivo degli intrusi. Il giocatore deve recuperare i membri dell’equipaggio, attraversare ambienti pieni di banditi e boss capaci di saturare lo schermo di proiettili e raggiungere una capsula di salvataggio. La fuga, però, alimenta il livello di Hostility e rende la spedizione successiva più pericolosa per chi è ancora bloccato sul pianeta. Ogni successo modifica quindi permanentemente le condizioni delle run future, trasformando quello che normalmente sarebbe il traguardo in un nuovo problema da affrontare.
Trentasei personaggi e oltre sessanta armi, ma il vero potenziamento è imparare a giocare
Hostile Lands mette a disposizione 36 personaggi differenti, ciascuno caratterizzato da capacità specifiche e, in alcuni casi, da limitazioni altrettanto importanti. A questi si aggiungono più di 60 armi da trovare e sperimentare, potenziamenti permanenti e nemici che evolvono man mano che l’ostilità del pianeta cresce. La struttura non elimina quindi la progressione tipica del roguelite, ma Perceiving Light ha cercato di evitare che la sopravvivenza dipenda soltanto dall’accumulare bonus sempre più potenti: precisione dei colpi, gestione degli spazi e capacità di evitare raffiche apparentemente impossibili rimangono al centro del sistema.
L’influenza di Nuclear Throne è dichiarata apertamente, soprattutto nella costruzione di stanze compatte, nella pericolosità immediata dei nemici e nella fisicità delle armi. Il punto di separazione arriva però nel modo in cui ogni fuga lascia una conseguenza duratura sul mondo. Non si tratta quindi di conquistare il pianeta o ripulirlo definitivamente, ma di riuscire ad andarsene mentre la situazione diventa progressivamente peggiore. Questa logica modifica anche il valore delle run riuscite, perché un’ottima prestazione può rendere molto più difficile quella successiva invece di semplificare semplicemente il percorso.
Boss aggiuntivi, cooperativa locale e un pianeta che non dimentica
La versione 1.0 completa l’esperienza con nuovi boss, finali aggiuntivi e l’intero cast giocabile, mantenendo inoltre la cooperativa locale per due persone. Il supporto ai controller è completo ed è presente anche Remote Play Together, mentre chi vuole provare il gioco prima di entrare nel ciclo completo può utilizzare la demo disponibile su Steam. Le spedizioni attraversano più biomi con ostacoli e nemici differenti, mentre animali da compagnia e indici collezionabili dedicati ad armi ed equipaggio aggiungono ulteriori obiettivi al di fuori della semplice fuga.
Perceiving Light è uno studio indipendente formato da Timothy e Sara Stanford, coppia di Langhorne, in Pennsylvania, che ha scelto di costruire i propri giochi attorno a pixel art marcata, design di scuola classica e un umorismo volutamente sopra le righe. Hostile Lands concentra questa filosofia in una struttura dove l’azione resta costantemente leggibile ma raramente indulgente: salvarsi una volta è soltanto l’inizio, perché il pianeta ricorda ogni fuga e sembra più interessato a vendicarsi di chi è rimasto che a lasciar andare chi ce l’ha fatta.


